La nazionale italiana lascia Coverciano

La nazionale italiana lascia Coverciano: direzione Londra

Alle 10:32 di stamattina la nazionale italiana lascia Coverciano per raggiungere Londra e ad attendere il pullman degli azzurri una folla festante di tifosi. I giocatori atterreranno all’aeroporto di Luton e inizierà ufficialmente il countdown fino al fischio di inizio, domenica 11 luglio ore 21:00.

Dall’intervista di Bonucci e del ct della nazionale Mancini, traspare grande serenità e sicurezza. Questo atteggiamento positivo lascia ben sperare, anche se le difficoltà da affrontare non saranno poche. L’Inghilterra è infatti un’avversaria temibile e può contare su una difesa solida e un attacco formidabile, capitanato da Kane e Sterling.

Tutto pronto a Wembley per la finale Italia-Inghilterra

L’11 luglio è una data storica per la nostra nazionale di calcio, infatti esattamente 39 anni fa l’Italia ha giocato la finale dei mondiali contro la Germania Ovest, portando a casa il titolo. La speranza dei tifosi è che si ripeta la magia di quell’11 luglio 1982, che ha visto gli azzurri trionfare per 3-1.

Sono ancora nella memoria di molti le immagini del viaggio di rientro in aereo, con Bearzot, Causio, Zoff e il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, che giocano a carte e tengono la coppa del mondo sul tavolo.

Anche l’Inghilterra ha i suoi sogni di gloria e ci crede fino in fondo. Sono passati ormai 55 anni dalla conquista di un titolo e il motto “It’s coming home”, il grande calcio che torna nella sua patria, è un motore molto forte che sta trainando Kane e compagni.

Il fattore campo nella finale di Wembley

Nonostante Bonucci abbia dichiarato che la nazionale non teme di giocare la finale in casa degli avversari, è chiaro che il fattore campo è sempre un elemento da non sottovalutare. Il supporto degli scatenati tifosi inglesi potrebbe avere un ruolo decisivo, soprattutto a livello psicologico.

Bisogna considerare anche che l’Inghilterra è la nazionale che ha viaggiato meno, avendo giocato in casa 6 partite su 7. I tanti giovani giocatori inglesi hanno fame di successi e di certo sentono meno la pressione addosso rispetto dai veterani, da cui i pubblico si aspetta qualcosa in più.

Anche l’Italia, però, ha le sua carte da giocare e una fame di vittoria che non si sentiva da tanto, troppo tempo. Tutto merito della rivoluzione Mancini, capace di dare vita ad un gruppo di talenti preparato e dalla grande motivazione.

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