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Mancini indica l’obiettivo: “Rimasto per la rivincita al Mondiale 2026”

Ambizione quasi utopistica al momento, ma l’Italia dovrà fare un percorso di crescita importante sotto tanti aspetti: “Non possiamo allungare così tanto lo sguardo – ha raccontato Mancini al Corriere della Sera -, ma pensiamo alle finali di Nations League e alle qualificazioni all’Europeo dove dobbiamo difendere il titolo”.

In un regno di picchi opposti, Mancini ha svelato di avere un sapore amaro in bocca nonostante l’Europeo conquistato nel 2021: “Prevale la delusione della mancata qualificazione al Mondiale sull’euforia per quella vittoria. Non mi abbandona mai, magari succederà tra quattro anni. Ho la stessa delusione provata con la finale di Champions persa con la Sampdoria, sapevo che non l’avrei rigiocata”.

Per mesi qualcuno ha paventato ipotesi di ripescaggio, ma se una cosa deve cambiare per Mancini è il criterio di qualificazione: “Al ripescaggio non ho mai creduto, semmai penso che i campioni di tutti i continenti dovrebbero essere ammessi di diritto al Mondiale. Così come chi ha vinto l’edizione precedente dovrebbe avere il proprio posto garantito per difendere il trofeo”.

Il futuro della Nazionale e del calcio italiano passa dai giovani talenti, come Pafundi fatto esordire sedicenne contro l’Albania: “Se uno è bravo a 16 anni può giocare in Serie A. L’ho fatto io, lo può fare Pafundi che ha qualità enormi. Ma deve essere serio e non perdersi. I giovani crescono se giocano, ma soprattutto se lo fanno in squadre di vertice e giocano in Champions perché solo così alzano l’asticella e non si accontentano”.