Non solo Ramos, Wijnaldum e Donnarumma: la top 11 dei parametri 0 del PSG di Al-Khelaïfi

12 milioni netti più 3 di bonus per 2 anni: con quest’offerta monstre, il PSG dopo Donnarumma e Hakimi dalla Serie A, e Wijnaldum dalla Premier, si aggiudica anche un altro pezzo gigantesco, ma in questo caso della Liga. Sergio Ramos sta per firmare per i transalpini, dopo una vita calcistica intera divisa tra Siviglia e Madrid.

Andrà a tirare a lucido l’ennesima rosa di fenomeni del club di Nasser Ghanim Al-Khelaïfi, che dal 2011 – anno in cui la maggioranza del Paris Saint-Germain venne rilevata da parte della Qatar Investment Authority – presiede la società bianco-rosso-blu.

L’ormai ex capitano dei blancos, però, non è certo il primo, rumoroso, acquisto a costo zero – si fa per dire, visti i costi medi degli ingaggi degli svincolati – avallato dal dirigente qatariota. Che, soprattutto negli ultimi anni, si è lasciato spesso e volentieri ingolosire dalle succulente occasioni offerte dal mercato dei “senza contratto”.

Dallo Spice Boy al genio de ‘la génération ’87’

Tutto iniziò a gennaio 2013. A quasi 38 anni, dopo la duplice esperienza al Milan e la tripla ai Galaxy, David Beckham è svincolato, ma vuole ancora continuare a stupire. Si allena per un po’ con l’Arsenal, che però non hanno intenzione alcuna di metterlo sotto contratto. L’opportunità, assolutamente prestigiosa, gliela offrono proprio Al-Khelaïfi e il fido Leonardo, che nei mesi immediatamente precedenti hanno acquistato, a suon di milioni, gente come Ibrahimovic, Thiago Silva, Lavezzi, Verratti, Marquinhos, Lucas Moura, Pastore e Thiago Motta. 

Becks accetta un semestrale da mezzo milione di euro. Che, però, non incassa: da grande uomo – non solo di calcio – , l’inglese devolve per intero i suoi emolumenti in beneficenza (nella fattispecie, al Necker-Enfants malades, un ospedale specializzato in malattie dell’infanzia). Esordisce col PSG un mese dopo, vince la Ligue 1 e, anche senza segnare neanche un gol con il Saint-Germain, saluta il calcio giocato a fine stagione con un bel ricordo di sé anche in Francia. Nel giorno del suo addio, titolare e capitano del PSG, il suo allenatore Ancelotti lo sostituisce e gli regala la standing ovation dei tifosi. Tutto sommato, un matrimonio, a costo zero, proficuo per ambo le parti. 

3 anni dopo è la volta di Hatem Ben Arfa. Da sempre, uno dei più fulgidi, ribelli (e attesi) talenti del calcio francese, il fantasista di origini tunisine ha ancora 29 anni ed è svincolato. Già, perché è reduce, dopo diversi passaggi a vuoto, da un’annata esaltante al Nizza, dove nel giro di pochissimo è diventato leader della squadra, beniamino dei tifosi ed ha giocato la sua stagione più prolifica in carriera, segnando ben 18 gol. Lazio, Milan e Inter ed infine la Juve sono in trattativa con i suoi rappresentanti per convincerlo a firmare, ma arriva come un falco l’Araujo: 2 anni a 4.5 milioni a stagione sono un’arma troppo affilata per non penetrare come una lama rovente nel burro fuso delle ambizioni del ragazzo, che, però rimpiangerà per sempre quella decisione. Gioca poco, rompe con Emery, e a fine 2018 rescinde, dichiarando guerra alla società.  

Dani Alves alla ricerca della felicità

“Perché ho lasciato la Juventus? Perché mi dissero che avrebbero cambiato lo stile di gioco e non era vero”. Questa la confessione di Daniel Alves da Silva, che a 34 anni, dopo la finale di Champions persa  a Cardiff e una, di Coppa Italia, vinta anche grazie ad un suo gol, scappa dalla triste Torino per approdare nella ricca Parigi (dove firma un biennale da 8.5 milioni l’anno). “Differenze tra Juve e Psg? Ambizione e organizzazione, qui è tutto ordinato”, dichiara, al suo arrivo. Anche qui, però, il palmares delle vittorie si limiterà all’ambito nazionale: Ligue 1, Coupe de France e la Coupe de la Ligue al primo anno, Supercoppa di lega e Ligue 1 al secondo. A fine 2018 il brasiliano torna in patria, in ogni caso gratificato dall’esperienza. 

Esperienza e rincalzi: Choupo-Moting e Diarra

A proposito di parametri zero, ce n’è uno, l’attaccante tedesco-camerunese, che pur non essendo propriamente un fulmine di guerra, né tanto meno un grande artista del pallone, s’è distinto nella noble art della firma a zero. Nell’estate 2018, difatti, a Tuchel serve un vice Cavani senza troppe pretese, e capace anche di farsi valere in area avversaria nelle fasi più convulse. Uno specialista, insomma: in tutta la sua carriera, e per un totale di 8 club diversi, Eric Choupo-Moting si è sempre spostato da svincolato. Anche lo scorso anno, quando al Bayern serviva un’alternativa a Lewandowski, il corazziere nato ad Amburgo non s’è fatto pregare. In Ligue 1, alla fine, così come dovunque abbia giocato, non ha sfigurato: 51 presenze, 9 gol, 3 assist, e il solito carnet di titoli nazionali. Pochi mesi prima, a inizio 2018, era arrivato un altra riserva di infinita esperienza: dopo un breve passaggio all’Al-Jazira, a quasi 33 anni tornava nel grande calcio Lassana Diarra, pronto a dedicarsi anima e corpo al centrocampo di Tuchel, che aveva bisogno di un macinatore di corsa e grande assalitore delle altrui caviglie. La condizione, però, non è più quella di un tempo: giocherà solo 19 volte in poco più di 13 mesi, e a febbraio 2019 dice addio. Contestualmente annuncia il ritiro (a neanche 34 anni) e si dedica a vendere bevande energetiche per atleti.

Non proprio la più idilliaca delle unioni. 

2019: Mitchel Bakker e Ander Herrera

Terzino sinistro (ma all’occorrenza anche centrale), giovane, assistito da un certo Raiola, e proveniente da una scuola, l’Ajax, notoriamente rinomata per la sua produzione di fenomeni. L’estate 2019 porta a Parigi il classe 2000, esploso nella stagione appena conclùsasi (e già protagonista di diversi intrecci di mercato che riguardano la Juventus). A distanza di neanche due anni, vale già 20 milioni: inevitabile, dopo un campionato che lo ha visto protagonista ben 26 volte, e che lo ha affermato anche in quanto a personalità.

Siamo sempre nell’estate parigina 2019: quella, per intenderci, del ritorno di Leonardo come dirigente e uomo mercato dopo 6 anni. E non a caso si intensifica anche la caccia ai parametri zero: a caccia di un contratto c’è anche Ander Herrera. Centrocampista rodato e multiforme, 29 anni, affamato e pronto a firmare: non potrebbe essere altrimenti, quando ti si mette davanti agli occhi un documento su cui c’è scritto ’12 milioni’ per 4 anni. A onor del vero, soprattutto in questa stagione, con 40 presenze, l’investimento sullo spagnolo è stato (parzialmente) ripagato. 

Rimpianto dell’Inter, occasione per la Lazio? Rafinha a zero al PSG

Nelle ultime ore, per la Lazio di Sarri s’è aperta un’ipotesi di mercato interessante: non è detto che Correa sia adattissimo al modulo del nuovo tecnico, per cui per lui l’idea di andare al PSG potrebbe essere più che allettante. Dalla Francia potrebbe arrivare nelle casse biancocelesti – oltre a un ottimo conguaglio – anche Rafael Alcântara do Nascimento, noto come Rafinha. Uno dei calciatori più apprezzati nell’epoca recente nerazzurra, il trequartista brasiliano s’era rilanciato due anni fa al Celta Vigo, ma nell’ottobre scorso è stato sostanzialmente regalato dal Barcellona al club parigino. In cambio, i blaugrana per il figlio di Mazinho hanno ottenuto solo dei bonus. Eppure quest’anno in Ligue 1 Rafinha ha fatto bene (qui i suoi numeri), tant’è che oggi il suo cartellino vale circa 15 milioni. Altro colpo, a zero, andato sostanzialmente a segno. 

Ed arriviamo così ai colpi, anzi, colpacci, delle ultime 4/5 settimane.

Pioggia di milioni: Donnarumma, Wijnaldum e Sergio Ramos

Trattative già note, e di fatto già concluse. L’unica, già ufficializzata, per il momento, è quella relativa all’olandese, che ha firmato per 4 anni a 10 milioni netti l’anno. Di poco inferiore al costo annuo per il portiere della Nazionale, ed ormai ex Milan, che invece firmerà per 5 anni. Solo due anni, invece, per l’esperto difensore ex Real, che come già detto, invece, guadagnerà ancor di più dei primi due. Insomma, la tendenza dell’epoca Al-Khelaïfi è anche questa: non solo cifre folli per i cartellini – Neymar e Mbappé su tutti – , ma anche grossissimi investimenti sul piano dei contratti agli svincolati. Basterà, dopo 10 anni di tentativi a vuoto, per vincere la Champions League?

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