Alla Juventus non resta che la lotta per la Champions e pensare al futuro

La ventiquattresima giornata ha segnato un punto quasi definitivo sul campionato della Juventus. I bianconeri stanno vivendo un periodo difficile con l’infermeria occupata in ogni ordine di posto e hanno dovuto fare a meno anche dello squalificato Danilo. Nella sfida contro il Verona Pirlo ha dunque avuto le scelte praticamente obbligate con Alex Sandro schierato braccetto sinistro della difesa a tre e Kulusevski in appoggio a Ronaldo in attacco, a centrocampo Chiesa e Bernardeschi presidiavano le fasce, mentre in mezzo la scelta è ricaduta sul terzetto Rabiot-Bentancur-Ramsey con McKennie inizialmente in panchina.

L’inizio della partita bianconera è stato interessante, con un pressing portato altissimo che costringeva i costruttori del Verona a commettere diversi errori, ma ancora una volta Ramsey non sembra essere particolarmente in serata, così ad andare più vicino al gol sono i padroni di casa con un colpo di testa di Faraoni deviato sul palo da Szczesny. Dopo quel momento la Juventus sembra perdere qualche sicurezza e la gara diventa più tattica e meno frenetica, solo Kulusevski sembra accendersi a sprazzi per creare qualche occasione pericolosa che però viene puntualmente sprecata in malo modo dai compagni di squadra. 

La ripresa si apre con i bianconeri che trovano il vantaggio con il solito Cristiano Ronaldo, arrivato alla diciannovesima rete in campionato. Gran parte del merito va però a Federico Chiesa che taglia la linea difensiva avversaria con un bel movimento prima di ricevere e servire l’asso portoghese che può insaccare senza troppe difficoltà. Al 77′ arriva però la doccia fredda per la squadra di Pirlo con Barak che pareggia con un colpo di testa su un morbido cross di Lazovic. Nel finale la Juventus prova a di nuovo a farsi vedere dalle parti di Silvestri, ma è ancora il Verona che va vicinissimo al gol con Lazovic, ma Szczesny è ancora una volta attento e tocca sulla traversa. 

Nonostante le assenze pesanti e un Bentancur non ancora perfetto in fase di costruzione, mister Pirlo ha deciso di puntare ancora una volta sulla costruzione dal basso, finendo la serata con più rischi che vantaggi. Inoltre le prestazioni degli altri centrocampisti centrali, Rabiot e Ramsey su tutti, non sono state di grande aiuto né in fase di costruzione né in quella di finalizzazione, denotando scarsa freddezza al momento della conclusione come dimostrato dalla “svirgolata” del francese e dal tiro al bersaglio su Magnani del gallese su due golosi inviti di Kulusevski. 

Il punteggio di ieri sera sancisce per i bianconeri un addio quasi certo alla corsa per lo Scudetto. In questo finale di stagione la Juventus dovrà fare quadrato per arrivare il più in alto possibile in campionato, puntando con decisione ad entrare nelle prime tre, senza dimenticare la possibilità di ribaltare la sconfitta contro il Porto e vincere la Coppa Italia nella finale contro l’Atalanta. Per il resto nei piani dirigenziali dovranno quanto primo iniziare a programmare nel migliore dei modi la squadra per l’anno venturo. Proporre una nuova rivoluzione tecnica sarebbe oltremodo deleterio e quindi sarà più utile andare a lavorare sul parco giocatori, anche in considerazione della situazione di bilancio. La dirigenza juventina dovrà essere particolarmente brava a cedere quei giocatori poco funzionali al progetto tecnico per far spazio ad elementi che potrebbero completare e completarsi al meglio all’interno della rosa stessa, senza nascondere l’evidente necessità di un rinforzo di livello in mezzo al campo.

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