Atalanta, Zapata: “Premier? Grato a Gasperini ma in futuro mai dire mai”

Duvan Zapata, attaccante dell’Atalanta, ha parlato nel corso di un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport. Queste le parole della punta della Dea che sta facendo bene anche al Fantacalcio nelle ultime giornate.

Intervista a Zapata sulla stagione

Champions o un trofeo?

«Di facile non c’è nulla. In classifica siamo tutti lì e non possiamo sbagliare mai. Poi c’è la finale con la Juve: vincere un titolo sarebbe speciale e ti farebbe giocare la Supercoppa. Ma io non scelgo, voglio tutto».

Udinese?

«Ho solo bei ricordi di Udine. Quando arrivai, mi feci male quasi subito, segnando un gol al Bologna. Dovevo star fuori 4 mesi, tornai dopo 3: mi curarono alla grande. E poi, al secondo anno, andai per la prima volta in doppia cifra».

Intervista a Zapata sui gol

Ancora doppia cifra?

«Il mister è stato fondamentale soprattutto nei miei primi mesi a Bergamo. Non segnavo, faticavo a capire i meccanismi della squadra, non conoscevo i compagni. Mi ha dato fiducia».

E ora segna a raffica. Anche se dopo la partita di Verona ha detto: «Potevo fare più gol».

«Mi avevano appena fatto vedere una statistica: sono l’attaccante della A che ha colpito più pali e traverse (cinque, come Calhanoglu e De Paul, n.d.r.). Troppe volte sono andato vicino al gol senza poi segnare».

Ultime Atalanta: Zapata sugli altri bomber

Un attaccante che per certi versi le somiglia, Lukaku, si sta prendendo la Serie A…

«Non siamo così simili. Sta facendo un grande campionato, ma pure lui ha faticato prima».

Quando ha giocato contro l’Inter ha avuto l’impressione di trovarsi di fronte la squadra più forte del campionato?

«In sincerità… No. Hanno vinto, ma ci hanno sofferto, come tutte le volte che ci hanno affrontato. Poi non sempre i risultati rispecchiano i meriti. Io credo che l’Inter sia prima perché ha avuto più tempo per lavorare sui dettagli, dopo essere stata eliminata in Europa».

Secondo è il Milan. Ibra non fu gentile: le disse che aveva più gol lui che presenze lei.

«Cose di campo. Nei giorni seguenti circolò un audio che attribuirono a me, dove si parlava di rigori per il Milan. Non ero io, ma i tifosi rossoneri mi riempirono di insulti. Pensare che io non ho nemmeno risposto a Ibrahimovic: stavo vincendo 3-0, perché mettersi a litigare?».

Disse che sognava di giocare in Premier per Henry.

«Nel calcio mai dire mai. Da ragazzo in Colombia il campionato inglese era il più trasmesso, io tifavo Arsenal e mi svegliavo presto il weekend per vedere le partite in tv». 

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