Cagliari, il ds Capozzucca: “Dobbiamo salvarci a costo di sputare sangue”

 Stefano Capozucca, direttore sportivo del Cagliari, ha parlato nel corso di un’intervista concessa a Unione Sarda. Queste le parole dell’uomo mercato del club sardo sulle possibilità di salvezza della squadra.

Intervista a Capozzucca sulla salvezza

Salvezza? «Solo l’idea che qualcuno possa metterla in discussione, mi fa andare su tutte le furie. Dobbiamo metterci tutta la rabbia che abbiamo in corpo, dobbiamo sputare sangue. Dimostriamo chi siamo. Rappresentiamo un popolo intero. Indossiamo la maglia che aveva Gigi Riva. Anche per questo non possiamo retrocedere».

Spazia? «Cosa è successo? Abbiamo perso una partita dai diversi volti e mancato così una grande occasione per avvicinarci al nostro obiettivo. Ma la corsa non finisce certo qui. Anzi».

Siamo retrocessi già? «E si sbagliano. Di grosso. Dobbiamo salvarci e ci salveremo. Abbiamo mille motivi per farlo, tre in particolare. Abbiamo un dovere nei confronti di questo popolo. Il Cagliari è molto più di una squadra di calcio, è come una Nazionale. Io per esempio sono stato undici anni al Genoa, un’altra grande piazza, ma rappresenta solo la città, non un’intera regione. In Sardegna anche chi non è appassionato di calcio è orgoglioso di avere il Cagliari in Serie A. C’è una frase di Gigi Riva poi che ci obbliga tutti a dare sempre il massimo».

Capozzucca sulla dirigenza

Macchia retrocessione? «Lo dobbiamo alla proprietà che ha fatto investimenti importanti e ha grandi idee anche per il futuro. Poi per un orgoglio personale. Parliamoci chiaro: la retrocessione sarebbe una macchia indelebile per campioni come i nostri. Ma ripeto, non ho dubbi sul fatto che ci salveremo».

Strada? «Dobbiamo giocare partita per partita. Non mi è mai piaciuto fare tabelle, ma con cinque vittorie possiamo farcela. E ce la faremo».

Intervista a Capozzucca sul Verona ed il monte stipendi

Verona? «E’ una partita da vincere a tutti costi. Alla fine parla il campo. Qualche problema c’è stato e c’è ancora, questo è evidente. Ma guardare indietro non serve. Pensiamo al -1 dal Torino e al -7 da Spezia e Benevento col quale, tra l’altro, dobbiamo ancora giocare il ritorno».

Stipendi? «I contratti non vanno in campo. I contratti si fanno, si firmano e poi si mettono in un cassetto. Ma è un argomento che preferisco non toccare, meglio parlare degli uomini che stanno provando a salvare il Cagliari. Uomini veri. Abbiamo campioni che gli altri si sognano».

Pavoletti fuori? «Non mi sembra corretto parlare del passato. Lui certo sa quanto lo stimo, sin dai tempi del Genoa».

Squadra?  «La classifica difficilmente mente. Forse è mancato, però, anche quel pizzico di fortuna. Vedi la gara col Sassuolo, ma anche quella col Torino».

Semplici? «Inizialmente abbiamo valutato diversi profili ma abbiamo puntato sulla persona che aveva le caratteristiche, la voglia e la serenità per inseguire il nostro obiettivo. Semplici è l’allenatore giusto per il Cagliari, lo dice il cognome stesso. È una persona semplice con uno staff estremamente competente».

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