ESCLUSIVO – Massimiliano Vado: “Vi racconto la mia passione per il Fantacalcio”

Massimiliano Vado è un attore e regista: cinema, tv e teatro lo vedono sempre molto impegnato. Su Sky, per esempio, è tra i protagonisti di “Genitori vs Influencer”. Ma c’è un’altra attività che gli prende molto tempo ed è il Fantacalcio. Di questo, della sua passione per il calcio e del suo lavoro abbiamo parlato in questa chiacchierata.

Massimiliano Vado sul suo tifo

“Nasco juventino e rimango juventino. Ma dopo aver interpretato Giorgio Chinaglia in teatro sono stato nominato laziale ad honorem! Quello spettacolo, nella quale il personaggio principale era Tommaso Maestrelli, è piaciuto moltissimo a chi giocava nella Lazio scudettata del ’74 e la cosa mi inorgoglisce parecchio. Resto però soprattutto tifoso Juve ma non sono uno che sta male dopo una sconfitta e infatti una delle cose che adoro del Fantacalcio è la possibilità che dà di sdrammatizzare sul calcio”.

Massimiliano Vado sul Fantacalcio

“Ci gioco da 15 anni con lo stesso gruppo di persone tra registi, attori e produttori con un regolamento ogni stagione più ampio. Ci diamo dei nomi da allenatore, degli pseudonimi che usiamo per prenderci in giro tra di noi. Non giochiamo a soldi ma chi vince può insultare gli altri e così è molto più divertente. Quest’anno navigo a metà classifica. Il mio attacco è Quagliarella, Lasagna e Lapadula: non segnano tanto ma ogni tanto mi regalano delle gioie. Facciamo anche il Fantacalcio della Serie B dal 2006: iniziammo per prendere i giocatori della Juve e da allora non abbiamo più smesso. Lasagna, per esempio, ce l’ho dai tempi del Carpi”.

Massimiliano Vado sui suoi pupilli

“Da buon amico di Sarah Felberbaum ho sempre acquistato suo marito, Daniele De Rossi. Anche nell’ultimo periodo in cui il campo l’ha visto poco l’ho sempre comprato. E poi spendevo un sacco di soldi per comprare Alex Del Piero”.

Massimiliano Vado sul calcio al cinema e in teatro

“Il calcio fatica a farsi spazio nel nostro cinema, a parte qualche eccezione come il documentario su Totti che però appunto è un documentario. Nello spettacolo su Maestrelli abbiamo mostrato di tutto ma non il calcio giocato e questo secondo me ha funzionato. Mi piacerebbe portare sul palcoscenico l’umanità di un grande campione, come Di Bartolomei, oppure il modo in cui l’Avvocato Agnelli viveva le partite della Juventus”.

Massimiliano Vado sul momento di cinema e teatro

“C’è da fare una distinzione. L’audiovisivo non si è davvero fermato: nel primo lockdown sono usciti film che aspettavano da tempo di uscire, tra cui ‘La voce del lupo’ e ‘Alice nel paese che si meraviglia’ in cui ho recitato. Dallo scorso maggio le produzioni sono ripartite in gran numero anche perché le richieste sono aumentate. Per il teatro invece è diverso, è fermo da un anno e non sappiamo ancora se ci sarà possibilità di riaperture per l’estate. Nel frattempo però noi attori abbiamo creato un’associazione, che si chiama Unita, con l’idea di difendere meglio la professione dal punto di vista lavorativo”.

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