Festa da McKennie, il vicino: “Fila di auto e taxi con ragazze. Erano più di 10”

Si arricchisce di particolari la vicenda della cena a casa McKennie alla quale hanno partecipato, tra gli altri, Dybala e Arthur, e che ha portato ai tre sanzioni per violazione delle normative anti-Covid da parte delle forze dell’ordine. A parlare, rintracciato dal Corriere della Sera, è un vicino di casa del centrocampista statunitense, che spiega al quotidiano più dettagli sulla serata dei calciatori bianconeri.

Festa da McKennie, i particolari dal vicino

“Non credo che essere un calciatore famoso dia il diritto di essere sopra le regole. Verso le 22.30 sono uscito a portare a spasso il cane, ho visto una fila di auto parcheggiate a bordo strada e un gruppo di persone, tutte senza mascherina, di fronte al cancello. C’erano Mercedes con targa spagnola, tante Jeep e poi sono arrivati diversi taxi con a bordo giovani ragazze. Visto che le cene tra amici non sono consentite e il coprifuoco era scattato da un pezzo, ho deciso di avvertire le forze dell’ordine”.

Il vicino: “Gli invitati erano più di dieci…”

“I carabinieri hanno identificato una decina di invitati? Mi sembrano pochi, secondo me erano molti di più, magari qualcuno si è allontanato. Non ho nulla contro McKennie, che è un ragazzo tranquillo. Sta a casa o va allenarsi, mi sembra un bravo professionista. E io sono un tifoso bianconero. Per questo mi dispiace, ma se invece di andare alle feste pensassero di più al campo…”.

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