Gabbiadini: “Spero Ranieri resti. Rigori? Ecco le gerarchie”

Manolo Gabbiadini a 360 gradi. Tornato dal lungo stop per infortunio, l’attaccante della Sampdoria sta recuperando a suon di prestazioni e gol il tempo perduto. Ecco la sua intervista concessa a “Il Secolo XIX”.

Sul ritorno in campo

“La cosa che mi sta facendo meglio è giocare con continuità dopo i tanti mesi ai margini per l’infortunio. Più che altro ero preoccupato perché è stato uno degli infortuni più seri della mia carriera e qualche timore di non riuscire più a tornare c’era. Nelle prime partite non stavo ancora benissimo, non riuscivo a giocare come volevo. È stata dura. Ora mi sta tornando la forma che mancava dopo mesi”.

Sugli assist

“Ne faccio di più? Forse è il modo in cui giochiamo, in cui riesco a partire più da dietro, sono più distante dalla porta, e molto dipende dal fatto che sto giocando tanto con Fabio che fa la fortuna di chi gioca con lui perché fa movimenti perfetti che ormai capisco al volo. Il gol di Crotone è stata un’azione importante: recupero palla dall’errore del difensore e ribaltamento. È ciò che ci chiede Ranieri quando urla di pressare alti. Non riusciamo a farlo sempre ma quando lo fai bene è letale”. 

Su Ranieri

“Non sono decisioni che spettano a me, io posso dire che con lui sto benissimo, in un anno e mezzo non posso lamentarmi di nulla, grande stima e rispetto come allenatore e come uomo. E’ una decisione sua e della società, io spero rimanga ma solo il mister lo può sapere”.

Sui rigori

“Il rigore ‘tolto’ a Candreva? Stanno facendo passare tutti come una cosa strana ma non è così. Il rigorista è Quagliarella, poi quando non c’è lui l’anno scorso era Ramirez e io. Quest’anno se non c’è Fabio né Gaston tocca a me o Candreva. Voglio dire, abbiamo delle gerarchie e siamo assolutamente d’accordo, poi che tra noi si possa parlare in campo ci sta, ma in quella circostanza garantisco che non abbiamo discusso e il fatto di aver battuto io non è stata una forzatura o un atto di presunzione. Non capisco perché tutto questo clamore, io e Antonio non abbiamo litigato. Capirei se la palla l’avesse presa per tirare Audero o un difensore centrale, ma l’ha presa Gabbiadini, che è un attaccante e ha segnato. Che problema c’è”.

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