Giovani, Capello: “Poca pazienza e poco occhio per il talento. Quando vidi Albertini…”

Il calcio dei giovani, la speranza dell’Under 21 azzurra e il progetto di Mancini con l’Italia: ne ha parlato Fabio Capello al Corriere dello Sport. Nemico del lancio dei ragazzi nel nostro calcio, spiega l’allenatore ex Milan, Roma, Juventus e Real Madrid, è sempre il poco tempo, per impazienza e necessità di fare risultato.

I giovani e il problema del risultato a ogni costo

“Nei vivai ci sono bravi giocatori che potrebbero essere inseriti in prima squadra e lanciati al momento giusto, ma non viene fatto forse per l’ossessione del risultato da raggiungere. Non c’è pazienza e, in qualche caso, gli allenatori il talento non lo capiscono nemmeno. Forse si cercano gli stranieri sperando che diventino fenomeni, ma non mi sembrano tanto più bravi dei nostri”.

Capello e i casi Albertini e De Rossi

“Il Milan aveva mandato Albertini in prestito al Padova, ma quando mi hanno chiamato ad allenare sono andato a vederlo e me lo sono ripreso subito. Alla Roma feci esordire De Rossi, poi l’anno dopo Aquilani. Capii subito che il primo era più pronto e poteva fare il titolare. Oggi la nazionale di Mancini e l’Under 21 dimostrano che c’è un futuro per il nostro calcio”.

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