Italia, Mancini: “L’Inter è la squadra migliore e non gioca le coppe”

Roberto Mancini, ct della Nazionale italiana, ha parlato della corsa scudetto nel corso di un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport. Queste le parole dell’ex allenatore dell’Inter sulla gara di oggi dei nerazzurri.

Intervista a Mancini su Parma-Intr

Parma-Inter la gara scudetto del 2008?

«Una partita speciale, molto difficile. Loro dovevano fare punti per salvarsi, noi per evitare il sorpasso della Roma, che a Catania andò in vantaggio subito. Situazioni opposte, che avevano reso tutto più complicato. Ricordo una partita durissima. Al di là del fatto che stavamo già meritando la vittoria, per sbloccarla è dovuto entrare Zlatan che segnò due gol bellissimi».

Quell’Ibra che stasera tiferà Parma per tenere vive le speranze scudetto rossonere.

«Questo è normale. Lui è un grande professionista e ora spinge il Milan».

All’andata col Parma, il 20 gennaio 2008, altra doppietta di Ibra che dopo il 3-2 nel recupero corre verso di lei e…

«… E mi tira giù come un birillo. Ma non mi arrabbiai. Eravamo felici per una vittoria in extremis. In quegli anni Ibra fu spesso fondamentale, segnando tanto. Lui è abbastanza grosso, arrivò in corsa e mi abbattè».

Ibra aveva giocato l’ultima partita il 29 marzo e la sua stagione pareva conclusa. Come gestì con lui l’avvicinamento alla sfida di Parma?

«In settimana parlammo, gli spiegai che la sua presenza era fondamentale, anche solo per la mezz’ora finale. E comunque già averlo in panchina aiutò».

Moratti e l’esultanza?

«Fu lo sfogo a tante tensioni. Avevamo già sprecato un match point contro il Siena, rischiavamo di perdere un campionato a lungo dominato. Quell’esultanza era segno di liberazione».

Tifosi fuori lo stadio?

«Tutto vero e strano. Ma con i tifosi trovammo il modo di festeggiare la sera a San Siro».

Qualche giorno dopo però arrivò l’esonero.

«Tutto prima o poi finisce…».

Intervista a Mancini sul gol di tacco

Tacco al Parma?

«Sì, beh. Altri tempi (ride, ndr). Confermo che era la stessa porta. Non poteva portarmi male nemmeno in nerazzurro!».

Inter favorita ora per lo scudetto?

«Il cammino è ancora lungo, anche chi insegue deve crederci. Ma l’Inter ora è la squadra migliore. E ha il grande vantaggio di non giocare le Coppe».

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