Juventus, cambia la tua vita con un… nove

La Juventus di Andrea Pirlo continua a vivere la sua stagione sulle montagne russe, a volte cambiando l’efficacia della proprie prestazioni anche durante una singola partita. Esempio lampante di questo è stato l’anticipo di ieri sera che ha visto i bianconeri contrapposti alla Lazio di Simone Inzaghi in quel dello Juventus Stadium.

I campioni d’Italia in carica si sono presentati all’appuntamento di ieri sera decisamente incerottati. Assenti Chiellini, de Ligt, Bentancur e Dybala, con Morata e Ronaldo non al meglio,Pirlo opta dunque per una formazione quanto meno sorprendente con Alex Sandro centrale assieme a Demiral, Bernardeschi terzino sinitro e Cuadrado sull’out opposto, mentre Danilo è stato portato sulla linea dei centrocampisti in veste di regista davanti alla difesa. In attacco la scelta è ricaduta su Morata supportato da Chiesa e Kulusevski, panchina iniziale di Ronaldo anche in ottica Champions League.

L’avvio di partita dei bianconeri è decisamente sottotono, con gli ospiti che vanno più volte vicini al vantaggio soprattutto con Fares e Milinkovic-Savic. Al 15′ la Lazio trova il meritato vantaggio: la pressione portata su Kulusevski porta i suoi frutti con il numero 44 che prova un appoggio verso la linea difensiva, il retropassaggio è però corto e Correa è rapidissimo ad approfittarne, il numero 10 laziale disorienta Demiral con una serie di finte e poi calcia in porta lasciando senza scampo Szczesny. La Juventus sembra sotto shock, ma dopo poco arriva il non-episodio che svolta la partita. Poco prima dello scoccare del 25′ i bianconeri protestano ferocemente per un calcio di rigore non concesso dall’arbitro Massa e da quel momento sembra scattare qualcosa nella testa di Morata e compagni. La Juventus aumenta ferocemente i giri del proprio motore ed al 38′ trova il pareggio con una fiammata improvvisa di Rabiot che, servito da Morata, spiazza completamente Reina calciando da una posizione molto angolata. Il mix di esaltazione per il pareggio e la furia agonistica per il mancato rigore permette ai bianconeri di concludere il primo tempo in controllo della partita. 

La ripresa si apre sulla falsariga della chiusura della prima frazione. Bianconeri feroci alla caccia di ogni pallone vagante e proprio da una situazione di possesso non pulito parte il contropiede di Federico Chiesa, l’ex Fiorentina si spinge nella metà campo avversaria con grande determinazione, la stessa che ha Morata nello scagliare in porta la rete del 2-1 proprio su servizio di Chiesa. Due minuti più tardi arriva anche la rete del definitivo 3-1, siglata ancora da Alvaro Morata, questa volta su calcio di rigore comminato per un ingenuo fallo di Milinkovic-Savic su Ramsey. Lo spagnolo chiude il suo match con un assist fornito e due reti segnate, un bilancio decisamente positivo per chi non ha ancora i 90′ nelle gambe.

La partita di ieri sera ha raccontato una Juventus come, forse, non si era mai vista in questa stagione. L’episodio del rigore ha fatto scattare una scintilla che dormiva sopita da troppo tempo nel petto dei bianconeri. La ferocia agonistica messa in campo da Chiesa e Morata ha messo a tacere tutte le voci critiche che parlavano di una squadra senza carattere, smentita arrivata per bocca dello stesso spagnolo che, dopo aver segnato, ha confermato che la Juventus non molla mai. 

In particolare il ritorno tra i disponibili del numero 9 permette ad Andrea Pirlo di aumentare esponenzialmente le soluzioni offensive. Nella partita di ieri sera lo spagnolo ha brillato alternando i movimenti, svuotando l’area quando necessario, come dimostra la rete di Rabiot, o attaccando la profondità con sapienza come in occasione del gol del momentaneo 2-1, senza dimenticare neanche di farsi apprezzare per le qualità nel gioco aereo, sfiorando anche una rete di testa sugli sviluppi di un calcio di punizione laterale. Lo spagnolo ora è certamente in fiducia e sarà una carta importantissima da giocarsi nel delicato impegno di martedì, ma anche nel finale del campionato per cercare di infastidire il più possibile la corsa dell’Inter verso lo Scudetto.

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