Juventus, crisi di identità tra campo e panchina

Tanti approcci sbagliati a ripetizione, ma anche tanti errori individuali: dentro la crisi della Juventus ci sono elementi diversi, e diverse ragioni. Mentre la conferma di Andrea Pirlo in panchina passerà, come detto apertamente da Fabio Paratici, dalla qualificazione in Champions League.

Juventus svuotata, le analisi al Club

Per il tecnico non mancano le attenuanti anche in rapporto alla costruzione della squadra, ma inizia ad essere palpabile anche la mancanza di stimoli della squadra: se ne parla al Club di Sky Sport, dove tra alibi ed errori viene presa in esame la posizione del tecnico bianconero. Sandro Piccinini fa il bilancio del momento della Juventus, mentre Luca Marchegiani parla del messaggio che ormai in campo la squadra bianconera dà alle avversarie di turno con il proprio atteggiamento.

Crisi Juventus, problema di esperienza in panchina?

“Rischia parecchio, sembra non avere certezze. Sembrava dipendere da CR7 e ora ha perso anche di pericolosità offensiva. Non spaventa più gli avversari, che l’affrontano a viso aperto perché hanno capito che non è difficile farle gol o contenere le fonti di gioco. Al primo anno è impossibile che un allenatore riesca a dare il meglio, è chiaro che gli manca l’esperienza”.

Juventus, le responsabilità di Pirlo

La mancanza di continuità e di identità e i problemi di approccio alla partita della Juventus sono invece tra le responsabilità del tecnico bianconero secondo Beppe Bergomi:

“La Juve non ha dato mai l’impressione di essere una squadra. Non dico trovare un 11 ideale come l’Inter, ma almeno avere una certa continuità nel modo di stare in campo. Invece alterna troppo anche all’interno della partita, gli approcci sono spesso sbagliati. La squadra rispecchia l’allenatore e quindi qualche responsabilità ce l’ha”.

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