Juventus, il futuro si chiama qualità

La stagione 2020/21 si avvia verso la fase conclusiva e per la dirigenza della Juventus sta arrivando il tempo di stilare i bilanci sulla situazione che si è venuta a creare. I risultati parlano piuttosto chiaro: da una parte c’è la vittoria della Supercoppa Italiana ed il raggiungimento della finale di Coppa Italia, dall’altra la clamorosa eliminazione agli ottavi di Champions League ed una posizione di classifica tutt’altro che soddisfacente. Mettendo sul piatto della bilancia questi traguardi è evidente che non è andato tutto come ci si auspicava ad inizio anno, anzi.

In attesa che il campionato riprenda dopo la sosta per le Nazionali, le voci del radiomercato hanno già iniziato a sentenziare i primi obiettivi della dirigenza bianconera in vista della prossima stagione. Da Emerson Palmieri ad Aouar, passando per Locatelli e la consueta ridda legata agli attaccanti.

La dirigenza juventina deve ora ragionare con molta calma, facendo un punto della situazione sui giocatori attualmente in prestito e che non rientrano nel progetto sportivo, così da portare nuova liquidità alle casse, successivamente valutare la posizione dei giocatori attualmente a disposizione di Pirlo e che difficilmente potranno essere utili nei prossimi mesi, tra gli infortunati cronici, elementi non all’altezza ed altri che dovranno essere ceduti per ragioni meramente economiche. La posizione di Ronaldo, invece, non sarà mai un problema. Nonostante la stagione difficile il portoghese ha garantito un’ottima continuità in termini di reti realizzate e se veramente volesse lasciare Torino non sarà certamente messo in vendita a prezzo di saldo, neanche per gli “amici” madrileni.

Solo dopo aver fatto il punto delle cessioni e magari conclusa qualche trattativa in maniera “ufficiosa” la Juventus potrà concentrarsi sui futuri rinforzi. 

Al di là dei nomi che faranno scaldare i cuori dei tifosi e permetteranno ai giornali di vendere più copie, la dirigenza juventina dovrà concentrare la sua attenzione sui giocatori necessari per colmare le lacune viste quest’anno, la prima su tutte la scarsa qualità del reparto nevralgico della squadra, dove pochi sembrano davvero all’altezza di indossare la maglia della Juventus. 

Certo, sarà necessario valutare le cosiddette “occasioni” senza però farsi ingolosire troppo o farsi incatenare da contratti extra-large sia in termini di durata che di ingaggio, situazione accaduta fin troppo spesso nel recente passato. Ma soprattutto gli investimenti dovranno essere fatti con grande oculatezza, cercando quei profili, anche non di grido, che possono però essere utili alla causa. L’esempio più recente a cui possiamo rifarci è quello dell’americano McKennie: il più snobbato tra gli acquisti juventini della passata estate e che nel giro di poco è diventato un giocatore importante nella rosa di Pirlo, tanto da meritarsi il riscatto con moltissimi mesi di anticipo. Uno dei settori che andrà maggiormente sollecitato nei prossimi mesi sarà certamente quello dedicato allo scounting, ma al centro di tutto deve restare solo una parola: qualità.

Per poter competere sia in Italia che al di fuori dei confini del Belpaese la dirigenza bianconera dovrà alzare la qualità media della propria rosa, cercando di mettere a disposizione dell’allenatore parco giocatori di livello per poter vedere finalmente sul campo quelle idee di cui si è tanto discusso nei mesi scorsi. Senza la qualità anche solo pensare di vedere quelle giocate spettacolari che ci si aspetta dalla “nuova” Juventus è impossibile. Ben vengano i giovani, ben vengano le “opportunità”, ma che al centro del prossimo mercato bianconero ci sia unicamente l’obiettivo di migliorare la qualità della rosa.

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