Juventus, sbagliando si impara, anche se questa volta è forse troppo tardi

Juventus-Inter non è mai stata, non è e non sarà mai una partita come le altre e ieri pomeriggio ne abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione. Le scelte iniziali di Pirlo hanno stupito un po’ tutti, con il tecnico bianconero che decide di rinunciare contemporaneamente a Dybala e Morata, affidando a Kulusevski il ruolo di spalla di Cristiano Ronaldo. Per limitare la fisicità di Lukaku Pirlo si affida alla coppia centrale de Ligt – Chiellini con Danilo a ricoprire il ruolo di regista difensivo ed Alex Sandro dalla parte opposta, mentre a centrocampo tocca a Bentancur e Rabiot con Chiesa e Cuadrado sugli esterni. 

A differenza di molte altre volte i bianconeri entrano in campo più decisi degli avversari ed il risultato finale ha premiato questa maggiore grinta da parte dei bianconeri. Ora per Ronaldo e compagni si aprono molteplici scenari e soprattutto numerosissimi elementi di riflessione. Gli scenari sono legati tutti alla situazione di classifica con la Juventus attualmente in quarta posizione a discapito del Napoli con chi azzurri che, però, saranno impegnati tra poco contro una Fiorentina già salva e senza ulteriori stimoli di classifica. Nel prossimo turno, decisivo a questo punto, la Juventus sarà ospite del Bologna, mentre il Napoli affronterà in casa il Verona. Le riflessioni portate dall’esito del derby d’Italia di ieri invece sono ben altre e tutte dal sapore amaro il risultato positivo.

Per dare vita a queste riflessioni facciamo un piccolo passo indietro e torniamo alle parole di Buffon dopo la vittoria sul Sassuolo nel turno infrasettimanale. Nel post-partita il portiere bianconero aveva fatto notare la discontinuità della propria squadra con numerosi punti lasciati nelle sfide contro avversari sulla carta inferiori, come Benevento e Fiorentina giusto per usare i nomi fatti dallo stesso Buffon. Il risultato di ieri e soprattutto l’atteggiamento messo in campo dalla Juventus ieri danno vita a numerosi rimpianti. Basti pensare a cosa sarebbe potuto succedere se Ronaldo e soci avessero messo sul terreno di gioco la stessa grinta nelle partite precedenti, magari i bianconeri non sarebbero arrivati lo stesso a competere per lo Scudetto, ma allo stesso tempo non si sarebbero trovati a lottare all’ultimo respiro per la qualificazione alla prossima Champions League.

Diciamo che sbagliando si impara e, magari, la Juventus di Pirlo ha finalmente imparato che le partite si devono aggredire fin dai primissimi minuti di gioco, senza aspettare di prendere almeno uno schiaffo dagli avversari o comunque di andarci molto vicino. Il problema vero è questo step di miglioramento è avvenuto alla trentasettesima giornata, decisamente troppo tardi per una squadra che di schiaffi, più o meno importanti, ne ha presi molti durante l’anno. 

Ora i bianconeri sono chiamati a due impegni importanti per motivi totalmente diversi. Mercoledì andrà in scena la finale di Coppa Italia contro l’Atalanta in quel di Reggio Emilia e per la Juventus sarebbe comunque importante chiudere la stagione con due trofei in bacheca nonostante l’annata sia da considerarsi ai limiti del disastroso. Mentre la prossima sfida con il Bologna potrebbe essere determinante per la qualificazione alla prossima Champions League. Per avere la meglio in entrambe le sfide Ronaldo e soci dovranno scendere in campo con la stessa grinta mostrata ieri e, soprattutto contro l’Atalanta, portare l’attenzione difensiva ad un livello altissimo, un livello che poche volte si è raggiunto in questa stagione.

Molto del futuro della Juventus passa da queste prossime due partite. La speranza per tutto il popolo bianconero è che Pirlo abbia capito, seppur troppo tardi, come fare a tenere alta la tensione dei giocatori fin dai primi minuti di gioco. Se questo concetto dovesse essere, finalmente, stato appreso allora il futuro juventino potrebbe essere più radioso di quanto attualmente ci si aspetta.

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