L’elicottero-tv che insegue Luna Rossa come in un film di 007

AGI – La forma aerodinamica delle imbarcazioni che volano sul pelo dell’acqua catalizza l’attenzione, ma se sollevate lo sguardo appena sopra, vi sembrerà di entrare in un action movie alla James Bond. Merito dell’elicottero di Tony Monk, il pilota dei mari, l’uomo che sorvola di continuo il campo di regata per filmare dall’alto la sfida tra Luna Rossa e Team New Zealand.

A bordo ci sono telecamere e obiettivi fotografici, e il figlio Blair, impegnati a riprendere la gara, le gambe fuori dall’elicottero, bene attenti a non farsi sbilanciare dal vento forte. L’elicottero gira a bassa quota, sembra “sfiorare” le vele, poi taglia in diagonale per riprendere l’angolo perfetto della virata, e fa tutto questo senza oscurare la visione alle telecamere disseminate lungo il percorso o ostacolare le imbarcazioni. Nella mezz’ora in cui i due equipaggi si contendono la vittoria, l’elicottero è diventato il terzo elemento da seguire per le sue acrobazie.

Per una parte del pubblico è come assistere a un film, per altri è motivo di apprensione, per la paura che una manovra sbagliata possa provocare un incidente. “E’ una cosa normale per me”, ha spiegato al New York Times Monk, il neozelandese alla guida dell’elicottero, “mi sento più sicuro in volo di quando sono in auto”.

Durante l’America’s Cup del 2017, alle Bermuda, l’attuale timoniere di Luna Rossa, Jimmy Spithill, diede la colpa di una sconfitta all’invadenza dell’elicottero-tv. Il motivo? “Si era preso tutto il vento”, disse. Monk, che guida questi velivoli da quasi quarant’anni, la pensa diversamente: “La maggior parte della gente vede che possiamo andare solo in avanti, mentre le imbarcazioni possono scegliere qualsiasi direzione”.

Il pilota deve osservare una serie di regole: non può volare a meno di ottocento metri di distanza dagli spettatori o da qualsiasi area popolata e, naturalmente, non può trovarsi troppo vicino agli equipaggi in gara. Il vento incide: quando è forte, è permesso volare più vicino, perché il movimento delle eliche non incide sulla gara, quando la regata poggia su una bava di vento, anche una parziale intromissione può influire sulle prestazioni.

Ma allora perché non utilizzare i droni? Quelli attualmente in circolazione non avrebbero potuto sostenere il peso di tutta la attrezzatura necessaria per le riprese, ma in futuro è possibile che l’elicottero venga sostituito dal robot. Però adesso la presenza dell’elicottero regala il brivido cinematografico. E, in fondo, qualcosa di vero c’è: è come un film. Non a caso, quando non c’e’ la Coppa America, Monk lavora nel cinema. Ha guidato l’elicottero per riprendere scene dall’alto nella saga “Il Signore degli anelli”, “Le cronache di Narnia”, “L’ultimo samurai” e “King Kong”. Alla fine, seguire due barche a vela sembra l’impresa meno difficile. 

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