Malagò largo ai giovani

Malagò: largo ai giovani se bravi

Per Malagò, largo ai giovani. L’irruzione dei fondi di investimento nel calcio italiano, il progetto giovani di Roberto Mancini e il confronto con le difficoltà della pandemia dello sport italiano: ne ha parlato il presidente del CONI Giovanni Malagò, intervenendo sulle frequenze di Radio Rai  nel corso della trasmissione Radio Anch’io Sport.

Malagò sui fondi di investimento nel calcio

“Più che dei fondi penso che si debba fare tutto quello che si può per finanziare il sistema calcio. C’è chi dice che sia un problema tecnico chi di mentalità e chi di risorse finanziarie. Mi sembra onestamente che ciò che ha fatto Mancini è un lavoro superiore rispetto ai risultati delle nostre squadre, specialmente in Europa”.

Malagò sull’Italia e il progetto giovani

“La mia opinione personale è che i giovani debbano giocare se sono bravi. Ne abbiamo di forti, più di quella che era la generazione che ha pagato lo scotto di quella precedente che ci ha portato a vincere il Mondiale nel 2006. Alcuni sono stati bruciati, adesso dobbiamo verificare il livello”.

Malagò: largo ai giovani

“La crisi sta facendo emergere tanti problemi di carattere finanziario. Il sistema è al collasso, ci sono 4 categorie: allenatori, atleti, titolari di aziende e chi lavora all’interno della società, professionistica o meno. Tutte queste componenti sono in crisi. Il governo sta cercando di dare una mano ai dipendenti ma non alle società.

La nostra filiera con tantissime società dilettantistiche è piena di problemi: si cerca di salvaguardare il lavoratore ma non il datore di lavoro. Siamo finiti in mezzo a una tempesta perfetta: c’è la crisi economica dovuta alla pandemia e stiamo provando a risolvere i problemi, ma dall’altra parte servono le idee. Se ci sono le risorse economiche è certamente più semplice”.

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