Pippo Inzaghi: “La Lazio può farcela, Champions da sorprese. Atalanta? Sarebbe bellissimo…”

Conoscendolo, nessuno come lui sarà contento all’idea del pallone che torna a rotolare sui campi italiani: “Grande gioia ed emozione, speriamo che il pallone ci porti serenità”, conferma Pippo Inzaghi, allenatore del Benevento, intervistato dalla Gazzetta dello Sport. “Nel periodo peggiore, quando ogni giorno c’erano tantissimi morti, nessuno aveva voglia di calcio: l’unica esigenza era pregare e sperare. Mi auguro che questa drammatica esperienza serva per far tornare tutti sulla terra anche nel nostro mondo, ridimensionando certe cifre assurde: è il momento di resettare e rendere tutto più umano e normale. Adesso comunque non vedo l’ora di accendere la tv e guardare Juve-Milan”.

Per l’Inzaghi giocatore, Juventus-Milan è il riassunto di una carriera: “Juve-Milan non sarà mai come le altre partite. Quando giocavo, la prima grande sfida della stagione era il Trofeo Berlusconi. In estate le squadre erano ancora in rodaggio, ma San Siro si riempiva e anche gli ascolti in tv erano altissimi. La gente aveva voglia di calcio e sarà così pure stavolta. Tra l’altro questa sfida conta tanto”.

Inzaghi: “Juve favorita, ma…”

Sul tipo di gara da attendersi: “Ci sono tante incognite, nessuno può essere al 100%. La Juve è favorita, è superiore e ha alcuni vantaggi: il risultato dell’andata, il fattore campo anche se non c’è il pubblico, le assenze pesanti nel Milan. Però in una gara secca può succedere di tutto e proprio lo stadio chiuso può essere d’aiuto per i rossoneri. Dal punto di vista tattico non mi aspetto stravolgimenti perché c’è stata solo qualche settimana di lavoro sul campo. Gli allenatori cercano di dare certezze e soprattutto in un momento come questo escluderei grosse novità. Mi spiace che sia saltata la sfida tra Ronaldo e Ibra”.

Inzaghi boccia i cinque cambi in linea definitiva: Stravolgono troppo. Però adesso sono utili per ridurre il rischio di infortuni, che comunque ci saranno come dimostra la Bundesliga. In ogni caso l’aspetto fisico conterà tanto, gli ultimi minuti saranno determinanti più del solito, ma alla fine la qualità verrà sempre a galla”.

Su Ronaldo, incrociato nel 2007 nella Champions vinta dal Milan. Pensava sarebbe diventato un campione del genere? “Così straordinario magari no. Lo porto come esempio nel mio spogliatoio perché so come si allena. Però sono un po’ arrabbiato con lui e Messi: grazie a loro, sembra che nelle coppe io e Raul abbiamo segnato poco…”.

Sulle porte chiuse: “In questo momento bisogna sapersi accontentare. È già bello che si possa giocare. Sono anche sicuro che si troverà una soluzione per riaprire parzialmente gli stadi così come si è trovata per parchi acquatici, discoteche, teatri e cinema. Sarebbe un bel segnale per la gente. Da allenatore mi incuriosisce la condizione delle squadre. In Bundesliga ho visto i giocatori contratti nelle prime partite, ma poi hanno trovato il ritmo. Mi preoccupa lo stato di salute dei miei giocatori, però vedo un entusiasmo incredibile. Per fortuna il Benevento è vicino al traguardo, quindi ho lavorato molto a livello mentale più che fisico. Non so come ripartiremo, ma saremo tutti sulla stessa barca e quindi nessuno potrà lamentarsi”.

“La Lazio può farcela, ma può succedere di tutto”

Sulla Lazio di Simone Inzaghi: “Nello sprint finale Simone avrebbe potuto sfruttare il vantaggio di essere fuori dalle coppe e invece adesso il campionato non sarà ”disturbato” da altre manifestazioni. Però la Lazio deve inseguire il suo sogno: sono convinto che possa farcela. Anche l’Inter se vince il recupero è ancora in corsa: con un allenatore come Conte non si arrenderà mai. I cambi della Juve non li ha nessuno, però giocando ogni tre giorni può succedere di tutto”.

Sui record con il suo Benevento: “Il record più bello sono la serietà, l’impegno e la dedizione che i miei giocatori hanno sempre mostrato nel corso della stagione e che ci hanno consentito di vincere tantissimo. Avevo un debito di riconoscenza con il presidente Vigorito e con il ds Foggia, sono molto contento per loro e per i tifosi che mi hanno accolto benissimo. Poi, se guardiamo al campo, è bello vedere che tra A e B dei più grandi campionati europei nessuno ha preso meno gol di noi: siamo davanti a Real e Liverpool. E dopo 28 giornate abbiamo fatto più punti della Juve di Deschamps. Adesso abbiamo nel mirino qualche altro primato, vedremo cosa riusciremo a fare”.

Champions e final eight

Inzaghi pensa a una Champions, suo abituale territorio da giocatore, vissuta con la final eight: “Sarebbe stato molto eccitante. Da una formula come questa mi aspetto una sorpresa. E mentre lo dico penso all’Atalanta: Bergamo ha sofferto molto, sarebbe bellissimo”.

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