Sassuolo, Locatelli: “Pirlo idolo, pronto per una big”

Manuel Locatelli, centrocampista del Sassuolo e della Nazionale italiana, ha parlato nel corso di un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport. Queste le parole del centrocampista sul futuro e non solo.

Intervista a Locatelli sul futuro

«Sono cresciuto e sono pronto. Se necessario anche ad andare all’estero. Ora voglio giocare in Champions. Dopo l’addio al Milan, avevo perso fiducia. In questo club e con De Zerbi mi sono rilanciato. Sì, anche litigando»

Locatelli, se ripensa alla stagione che lei e il Sassuolo avete vissuto finora, che giudizio dà?

«Per la qualità che abbiamo in rosa, in certe partite potevamo fare di più. Siamo una bella squadra, giochiamo bene e ci siamo conquistati con merito un posto di prestigioso in classifica. Ora però l’obiettivo è chiudere il campionato all’ottavo posto».

 

 

E se la chiamata arrivasse dall’estero? Sarebbe disposto a lasciare la Serie A e l’Italia?

«Perché no?».

Il nostro calcio dopo Verratti, Florenzi, Jorginho, Kean ed Emerson Palmieri si deve rassegnare a perdere un altro azzurro?

«Giocare all’estero per me è un’opzione e in questo momento non mi precludo niente. Non mi piace parlare troppo di mercato anche perché di questo si occupano i miei agenti e i dirigenti del Sassuolo. Non so se questo sarà il mio ultimo anno qui o cosa mi riserverà il futuro. Quando e se ci saranno delle opportunità, le valuteremo tutti insieme».

Intervista a Locatelli sul Sassuolo e De Zerbi

«Difficile perché l’Atalanta ha fatto un’impresa pazzesca ed è un esempio per i risultati raggiunti. Anche il Sassuolo però può puntare in alto se continua così. Con De Zerbi in panchina è sotto gli occhi di tutti quello che abbiamo fatto e dare sempre dal filo da torcere a chiunque abbiamo di fronte è una bella cosa».

A lei cosa ha dato De Zerbi?

«Mi ha aiutato a crescere sotto l’aspetto delle conoscenze tecnico-tattiche, ma anche sotto l’aspetto umano. Con lui sono maturato parecchio».

Intervista a Locatelli sulla Nazionale

 

Pensa già agli Europei?

«Sì, ci penso sempre perché gli Europei sono una competizione importante. Al tempo stesso, però, sono consapevole che la convocazione passerà attraverso un finale di stagione importante con il Sassuolo. Non posso e non voglio mollare un centimetro».

 

E’ giusto considerare l’Italia una delle favorite per la vittoria finale a Euro 2020?

«I risultati importanti ottenuti da quando c’è Mancini, l’autostima che è cresciuta e il gruppo unito creato a Coverciano sono componenti fondamentali per pensare in grande. Andiamo avanti partita dopo partita, ma questa Italia può sognare».

 

Anche di salire sul tetto d’Europa, cosa che non accade dal 1968?

«Sì. Siamo l’Italia e il sogno deve essere quello. Non dico che siamo i favoriti assoluti perché ci sono grandi avversarie, ma l’obiettivo deve essere quello di arrivare in fondo».

  

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