Siti porno, dal 29 giugno potreste essere costretti a chiedere il ‘permesso’

La fruizione dei siti web a contenuto pornografico potrebbe completamente cambiare a partire dal prossimo 29 giugno. Un emendamento proposto dalla Lega, infatti, prevede l’istituzione di un filtro preventivo che sarebbe in grado di bloccare automaticamente l’accesso dei nostri dispositivi a siti con contenuti pornografici o comunque «inappropriati ai minori».

Il permesso per il porno

Ma niente paura – almeno per chi ne avesse provata – quantomeno in teoria: il filtro che ci impedirà di accedere a determinati contenuti sul web potrà essere disattivato gratuitamente. Chi vorrà continuare a fruire di specifici servizi dovrà mettersi in contatto con il proprio gestore telefonico per rimuoverlo: sarà infatti possibile per chiunque sia titolare del relativo contratto, in quanto libero consumatore, chiedere che il filtro automatico venga disattivato. I dettagli sono stati forniti da laleggeèugualepertutti.

Come funzionerà?

In sostanza, sarà l’operatore telefonico ad attivare preventivamente un sistema di controllo parentale – il parental control già conosciuto e disponibile, ad esempio, presso diverse piattaforme di intrattenimento online, da Netflix ad Amazon Prime – o comunque un sistema sostanzialmente analogo che sia capace di applicare un filtro ai siti web che offrano determinati tipi di contenuti ritenuti inappropriati e impedendo così l’accesso a quelli vietati ai minori degli anni 18.

… E IN CONCRETO? – La potenziale stranezza, almeno per come la legge è attualmente strutturata, sarebbe quella relativa ai neo maggiorenni conviventi con i propri genitori. Non potrebbero essere loro, nonostante la maggiore età, a richiedere la disattivazione del blocco parentale, in quanto non titolari del contratto con il fornitore di connettività internet.

La soluzione, in quel caso, sarebbe provvedere autonomamente per la propria scheda dati, magari inserita in un cellulare o in un tablet, a patto però di esserne i titolari anche da un punto di vista formale. E non avere, insomma, la scheda intestata a mamma o papà. 

Un generico schermo di smartphone. Anche lui, dal 29 giugno, potrebbe non accedere più a siti con contenuti pornografici. (Getty Images)“La legge protegge i bambini”

E’ stato il senatore Simone Pillon della Lega a promuovere il provvedimento, inizialmente contenuto nel disegno di legge sul cyberbullismo. Le sue dichiarazioni a proposito dell’emendamento sono state chiarissime: “Ogni tanto la maggioranza ci ascolta e grazie alla Lega ci sarà qualcosa di buono nella riforma della giustizia. La mia proposta rappresenta la cosa che mi sta più a cuore: l’introduzione dell’obbligo per i fornitori di telefonini, tablet, laptop, tv e altri device di preinstallare gratuitamente sugli apparati un filtro per bloccare contenuti violenti, pornografici o inadeguati per i minori. Il parental control sarà disattivabile solo da un adulto. Spero che, in tal modo, saranno messi in sicurezza i tanti bambini che, come i miei, hanno ormai quotidiano accesso a internet vista anche la necessità della didattica a distanza”.

LA NORMATIVA ENTRERA’ IN VIGORE? – E’ bene precisare che, al momento, quello appena descritto è un emendamento proposto dalla Lega, dunque non ancora definibile come legge. Ma le probabilità che lo diventi sono a quanto pare molto alte, poiché contenuto in un testo che è già stato approvato dal Senato e che ora dovrà essere approvato dalla Camera entro il prossimo 29 giugno. Risolto anche questo passaggio, l’emendamento diventerà legge. 

Contenuto all’interno del Decreto voluto dal Governo, anche se alcune parti politiche potrebbero essere interessate a discutere e modificare l’emendamento, o addirittura a respingerlo in toto, il rischio sarebbe infatti quello di un forte ritardo nella conversione dell’intero decreto, con tutte le eventuali conseguenze politiche del caso. 

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