Tamponi Lazio, ecco le motivazioni della sentenza: “Protocolli violati”

I medici Rodia e Pulcini deferiti per 12 mesi, Lotito per 7, 150 mila euro di multa alla Lazio. Si è chiusa con questa sentenza la questione tamponi che ha scosso il mondo biancoceleste nelle ultime settimane. In attesa del ricorso che la società presenterà per ottenere quanto meno una riduzione della pena, il Tribunale Federale ha pubblicato le motivazioni che hanno portato al primo verdetto sopracitato.

Tamponi Lazio, le motivazioni della sentenza del Tribunale Federale

“Sarebbe paradossale ritenere escluso l’obbligo della comunicazione dei positivi all’Asl a carico delle società professionistiche. La Lazio non ha posto in essere le conseguenti misure di comunicazione idonee ad attivare le conseguenti attività da svolgere in stretta interlocuzione con l’autorità sanitaria. E’ palese la responsabilità della componente medica per il brevissimo lasso di tempo intercorso dall’intervenuta ricezione della comunicazione delle positività alla fine dell’allenamento”.

“Non sembra possa imputarsi al Lotito quanto espressamente contestato in deferimento e, tanto, pur in presenza del suo innegabile interessamento per la vicenda in oggetto, atteso che, ad ogni buon conto, non è in alcun modo dimostrato, né contestato, che nella sua funzione di presidente, il presidente Lotito abbia impedito l’attivazione delle procedure. Tuttavia avrebbe dovuto imporre un comportamento idoneo a vietare ai positivi di poter rientrare nei ranghi della squadra ed imporre loro l’isolamento previsto”. 

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