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Italia da sogno: Serbia battuta 94-86, ora i quarti con la Francia

LA PARTITA
Notti magiche a Berlino. Stavolta non sono quelle del calcio, ma dell’Italbasket: gli azzurri sconfiggono 94-86 la Serbia con una prestazione da ricordare, conquistando i quarti di finale degli Europei. L’Italia parte con tutte le sue stelle in campo: Fontecchio, Polonara e Melli ci trascinano a un 7-4 iniziale che viene però ribaltato dai rivali con un grande break. Dodici punti consecutivi della Serbia, con due triple di Marinkovic e la prestanza fisica di Jokic, ribaltano il risultato sul 16-7. Gli azzurri potrebbero crollare mentalmente, invece si caricano: Datome dà la scossa, Pajola e Biligha difendono bene e si torna in gara. Il primo quarto finisce 28-20, con gli 11 liberi serbi a fare la differenza. La Serbia scappa nelle prime fasi del secondo periodo con le magie di Jokic e Micic (+14), ma il finale è tutto azzurro: i ritorni in campo di Fontecchio, Polonara e Spissu ci portano a un clamoroso -3, prima della tripla conclusiva di Micic. Si va così al riposo sul 51-45 serbo: 19 punti per Jokic, per l’Italia i top-scorers sono Fontecchio e Melli (13). Il terzo quarto è quello del sogno ad occhi aperti: l’espulsione di Pozzecco (secondo tecnico) scatena gli azzurri, che giocano per il loro tecnico e con tre triple consecutive di Spissu vanno avanti sul 66-63. Jagodic-Kuridza e Jokic riportano avanti la Serbia: si chiude sul 68-66, con la tripla del controsorpasso sbagliata di un soffio da Pajola. L’ultimo quarto però è tutto azzurro. Spissu, in trance agonistica, trova altre due triple e Melli inizia ad annullare Jokic, fino all’apoteosi finale: quando Polonara trova la pazzesca tripla del +12, si capisce che sarà vittoria. Il finale è nervoso, ricco di falli e tiri liberi, ma tinto di tricolore: l’Italia batte 94-86 la Serbia e vola ai quarti degli Europei, dove troverà la Francia. È la notte di Marco Spissu, top-scorer azzurro con 22 punti davanti a Melli (21) e Fontecchio (19). Mentre la Serbia deve arrendersi, come un anno fa a Belgrado, a un’Italia di lotta e governo: non bastano i 32 punti di Jokic.