Italia batte Sudafrica 20 a 18, impresa degli Azzurri

Roma – Impresa storica dell’Italrugby nel secondo dei tre Credit Agricole Cariparma Test Match di novembre. Al ‘Franchi’ di Firenze, gli azzurri del ct O’Shea, sconfitti il 12 novembre fa all’Olimpico di Roma dalla Nuova Zelanda per 68-19, hanno battuto il Sudafrica per 20-18 (10-12 al termine del primo tempo). Si tratta del primo successo contro gli Springboks per l’Italia, che aveva perso tutti e 12 i precedenti con uno scarto medio di 38 punti. Per il Sudafrica si tratta della sesta sconfitta nelle ultime sette partite. Nel terzo ed ultimo test match, Stefano Parisse e compagni sfideranno sabato prossimo Tonga allo stadio Euganeo di Padova.

Mai gli azzurri avevano battuto una delle grandi dell’Emisfero Sud ed è successo, con merito, nel capoluogo toscano, di fronte ad un pubblico caldo che ha sostenuto gli azzurri nonostante la pioggia. Al 9′, la quarta potenza mondiale è già avanti con la meta di Habana ma Lambie non trasforma e, soprattutto, l’Italia all’11’ replica con la maul e le mani ferme di Van Schalkwyk. Canna non sbaglia dalla piazzola e gli azzurri vanno sul 7-5. La partita è bella ed equilibrata ed il Sudafrica sigla la seconda marcatura ad opera di De Allende, con Lambie che stavolta è preciso. Van Schalkwyk esce per un infortunio alla coscia destra ed entra Biagi per il primo cambio forzato di O’Shea, Padovani centra l’acca e l’Italia accorcia sul 10-12, score con cui si va all’intervallo e che i tricolori preservano dagli attacchi degli Springboks.

Nella ripresa il ct cambia i piloni, inserendo Quaglio e Ferrari per Panico e Cittadini. Fuser rischia di rovinare tutto meritando un cartellino giallo per placcaggio alto: Italia con l’uomo in meno, Lambie porta i suoi sul 15-10 su punizione. Gli azzurri reggono, Coetzee è visibilmente insoddisfatto e cambia volto al suo Sudafrica, che però è stanco ed impreciso. Tanto che, al 15′, subisce la meta di Venditti, che Canna trasforma per il sorpasso (17-15). Al 20′ ospiti di nuovo avanti con un piazzato di Jantjies ma l’Italia c’è e sfrutta il momento: Canna, al 25′, infila la punizione del 20-18, poi mette in evidenza un Favaro superlativo e nel finale si vede (giustamente) togliere dal Tmo un’altra meta con la mischia. Quando l’irlandese Clancy fischia la fine, scoppia la festa azzurra: Italia nella storia, con una vittoria che fa comprendere come con O’Shea sia iniziata davvero una nuova era.

“Sono felice, questa vittoria ci voleva per ridare fiducia a un ambiente che sicuramente come risultati sportivi nella scorsa stagione non ha brillato. Probabilmente se avessimo pensato qualche tempo fa di battere gli Springboks ci avrebbero preso per matti, invece ci siamo riusciti: complimenti alla nazionale, sono orgoglioso” commenta il presidente del Coni Giovanni Malagò.”Se è la rivincita di O’Shea? Assolutamente sì – ha aggiunto il numero uno dello sport italiano a margine di un evento Unicef a Roma – Sono contento per la scelta di affidare a un commissario tecnico come lui la responsabilità della squadra. Ho parlato con O’Shea e col presidente Gavazzi nei giorni scorsi quando la nazionale era in ritiro qui a Roma: ho visto un ambiente galvanizzato malgrado la sconfitta numericamente importante con gli All Blacks, tra le righe si vedeva che c’era qualcosa di buono, di diverso. Ora c’è grande orgoglio per una vittoria ottenuta contro una nazionale che magari in questo momento non è all’apice della sua storia ma resta sempre un colosso”. 

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