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Atalanta-Juve vale tutto: Gasp per la storia, Allegri prima della rivoluzione

In casa dei bergamaschi c’è da raccogliere dopo anni di inseguimento e la sfida che vale per il trofeo nazionale, può aprire sentieri finora sconosciuti. Gasperini dopo otto anni sulla panchina nerazzurra ha una voglia matta di alzare una coppa al cielo e mai come stavolta è nelle migliori condizioni per poter sfatare il tabù. I numeri sembrano dare una indicazione chiara: delle ultime 14 partite l’Atalanta ne ha vinte 9 (e perse 2), la Juventus è riuscita ad incassare i tre punti solo 2 volte. C’è poi anche un risvolto di incroci e destini che coinvolgono i due tecnici: l’allenatore atalantino cerca il suo primo trofeo e togliersi la nomea di perdente di maggior successo (è alla sua terza finale di Coppa Italia in cinque anni) anche se in carriera un titolo Gasp l’ha conquistato e proprio alla guida della Juventus, seppur Primavera (il torneo di Viareggio vinto nel 2003).

Allegri invece punta al record dei cinque trofei di coppa nazionale, così da distanziare Roberto Mancini e Sven Goran Eriksson, e chiudere la stagione centrando il secondo degli obiettivi indicati dalla società dopo la conquista della qualificazione in Champions. Il navigatore e condottiero bianconero per la prima volta da quando allena la Signora, parte sfavorito, ma sa come affrontare la tempesta nerazzurra consapevole però della forza del gruppo e della storia stessa della Juventus. Il pericolo è alto e si sente dalle sue parole che suonano come una sfida storica che segnerà il suo futuro in bianconero.

Dall’altra parte c’è un’Atalanta (che non schiererà Scamacca, squalificato) in stato di grazia che Gasperini non nasconde potrebbe diventare la sua migliore Dea di sempre. E’ un’Atalanta dunque mai così ambiziosa pronta a fare la storia e a rivincere la coppa nazionale 61 anni dopo il trionfo del 1963 e interrompere così una striscia di quattro finali perse di fila (1987, 1996, 2019, 2021). Gasp prova ad andare oltre il risultato. Ma in gioco c’è una vittoria che farebbe la storia, sua e della Dea che punterà sui titolari (De Ketelaere per Scamacca out). Allegri invece spera nella resilienza della sua Signora (che punta su Chiesa-Vlahovic e deve fare a meno dello squalificato Locatelli), per regalare un ultimo sorriso prima dell’addio.