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Pioli e la “sua” quota 52, tutto Ciro gol per gol

BILANCIO – Il Milan sale invece a quota 52. Un bottino più positivo di quanto non indichi il distacco dall’Inter capolista (con la ferita aperta degli ultimi 5 derby persi tra campionato e Champions, tutti nell’annus horribilis 2023…): sono 8 i punti di vantaggio dei nerazzurri che in più devono recuperare, sempre il 28 febbraio, la gara casalinga con l’Atalanta. Rispetto allo scorso campionato il Milan ha comunque 5 punti in più (52 a 47). E 52 punti sono curiosamente la stessa quota toccata dal Milan di Pioli sia nel vittorioso torneo 2021-22 che nel campionato 2020-21 vinto poi dall’Inter di Conte.

CONFERME – Roma-Inter di sabato ha regalato un paio di conferme importanti. Nella ripresa l’Inter ha dimostrato di saper coniugare bellezza ed efficacia rimontando il parziale negativo del primo tempo, chiusosi sul 2-1 per i giallorossi, con un contundente 3-0. L’ennesimo merito acquisito da Inzaghi sul campo (o meglio, in panchina anche se all’Olimpico era in tribuna perché squalificato). Nel complesso, nonostante una sconfitta pesante nel punteggio, De Rossi ha confermato di essere un bravissimo allenatore: ha rigenerato gente come Paredes, Pellegrini ed El Shaarawy e dovrebbe essere aiutato di più dalle sue presunte stelle d’attacco. Bravo anche, DDR, nel dopo partita con dichiarazioni lucide all’insegna dell’equilibrio e della sportività.

DIFFERENZE – In classifica cannonieri sono appaiati a quota 9, in stagione Lukaku è addirittura in vantaggio su Thuram 15 a 11. Ma la sostanza del differente apporto al gioco di squadra del francese rispetto al belga si è misurata nel confronto diretto stravinto dal 9 nerazzurro sul 90 giallorosso. L’uno il migliore in campo, l’altro il peggiore. Senza contare che nelle ultime due partite (oltre a quella dell’Olimpico, quella del Meazza contro la Juventus) Thuram ha in realtà segnato altre due “mezze reti” provocando le autoreti di Angelino e di Gatti. Alzi la mano, oggi, il tifoso interista che rimpiange Lukaku. Un grande centravanti, per carità, ma che spesso si scioglie “cuando las papas queman” come dicono in Argentina, “quando le patate bruciano”, insomma quando… si alza la temperatura. Thuram è un attaccante completo che sa mettersi a disposizione dell’allenatore e della sua idea di gioco. Lukaku invece “pretende” di giocare in una determinata maniera, “alla Conte” per semplificare. E questo è un limite importante nel passaggio da gran giocatore a fuoriclasse.

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CIREIDE – La Cireide è un romanzo epico in 200 episodi che si snoda per quasi 12 anni. Comincia in una calda notte estiva (è il 26 agosto 2012) a Genova, allo stadio Luigi Ferraris, quartiere di Marassi: Ciro Immobile, numero 17 del Grifone, batte Agazzi al minuto 85 e fissa così sul 2-0 il risultato tra Genoa e Cagliari. Da Cagliari a Cagliari, da Michael Agazzi classe 1984 a Simone Scuffet classe 1996, il portiere che sabato nell’anticipo dell’Unipol Domus Arena ha incassato il 200esimo gol in Serie A dell’attaccante nato a Torre Annunziata il 20 febbraio 1990. Adesso Immobile è ottavo nella classifica di tutti i tempi dei marcatori di campionato. Dietro a Piola (274), Totti (250), Nordahl (225), Altafini e Meazza (216), Di Natale (209) e Roby Baggio (205). Se le sirene arabe non lo strapperanno al calcio italiano, il podio è a portata di Ciro. Che, a differenza dei sette cannonieri che lo precedono, ha “perso” una stagione e mezza causa… emigrazione: stagione 2014-15 in Bundesliga con il Borussia Dortmund e poi (prima parte del 2015-16) in Liga con il Siviglia. Dei 200 gol segnati in A, nell’ordine ne sono state realizzati 5 con la maglia del Genoa, 27 con quella del Torino e 168 con quella della Lazio. Questo invece il dettaglio dei “destinatari” delle 200 reti di Immobile: la Sampdoria con 15 è la vittima preferita. Seguono Genoa (14), Cagliari (13), Udinese (11) e Verona (10). Quindi Bologna, Spal e Torino a 9, Fiorentina, Milan e Sassuolo a 8, Napoli a 7, Atalanta, Benevento, Salernitana e Spezia a 6, Inter, Parma e Roma a 5, Chievo, Crotone, Juventus, Lecce, Livorno e Palermo a 4, Brescia ed Empoli a 3, Catania, Cremonese e Pescara 2, Frosinone, Lazio, Monza e Venezia a 1. Sono state dunque in tutto 34 le vittime di Immobile che non è riuscito a segnare nella massima divisione soltanto contro il Siena (affrontato nel 2012-13 con il Genoa: partita intera all’andata e 34′ nel ritorno) e contro il Carpi (in campo per gli interi 90′ nel ritorno del 2015-16).