Coppa Italia, oltre i risultati e le polemiche

La Coppa Italia a volte sembra quasi un impedimento in mezzo alla settimana, una distrazione dalla lotta scudetto e per la zona Champions. Ma quarti e semifinali hanno mandato tanti, tantissimi messaggi al campionato.

Prima la gara di testate tra Ibra e Lukaku. Vecchie ruggini United, certo. Ma anche un acuire la rivalità milanese tra i due simboli di Milan e Inter. Ma anche un messaggio per ricordare che gli stadi vuoti sono brutti, ci sono cose più importanti del calcio, ma ogni tanto una bella litigata, restituisce al pallone le sue abitudini e, se non si va oltre con le parole, è pure divertente.

Poi la gara tra Agnelli e Conte, per assicurarsi il premio “c’eravamo tanto amati”. Conte ha mollato Agnelli 7 anni fa. Agnelli gli ha preferito Sarri due anni fa. Nessuno dei due ha dimenticato, e al netto dei modi ineleganti senza dubbio, presidente e allenatore hanno solo dimostrato che sotto sotto è stato un amore folle dal quale entrambi fanno molta fatica a liberarsi anche oggi che sono in due squadre lontane come Alfa e Omega.

C’è una terza diatriba, meno simpatica, emersa dalla Coppa Italia. Ed è come De Laurentiis, dopo aver discusso con Sarri che ha portato il Napoli a 91 punti, dopo aver trattato Ancelotti che incanta in Premier, come un allenatore qualunque, ed essersi messo contro la squadra portando all’ammutinamento dell’anno scorso, sia riuscito a deteriorare anche il rapporto con Rino Gattuso. Se riavvolgete il nastro non ci crederete. Napoli Fiorentina 6-0, il miglior Insigne di sempre, squadra in semifinale di coppa italia, in lotta in Europa League e in piena corsa per il quarto posto. Era il 17 gennaio. Il Napoli era senza Mertens e Osimhen da mesi. Nei 7 giorni successivi Szczesny diventa Superman in Supercoppa e Insigne sbaglia il solito rigore contro la Juve che vince la Supercoppa. E arrivano i primi mugugni. Poi il Napoli gioca col Verona di Juric che ha fermato in stagione Roma, Lazio, Juve e Milan. E ferma anche il Napoli. E il Presidente comincia a contattare altri allenatori. Era il 24 gennaio. Oggi il Napoli oltre all’attacco ha perso la difesa x infortunio. Ed è uscito seppur combattendo contro l’Atalanta. Ma sotto processo non c’è De Laurentiis per la gestione o i medici che hanno peggiorato le condizioni di Osimhen. O qualche giocatore che al primo dolorino si chiama fuori. Sotto processo c’è Rino Gattuso. Che non è esente da colpe. Ma alzi la mano, chi trova un senso a quanto accaduto dal 17 al 24 gennaio.

Per fortuna domani è venerdì e ritorna il fantacalcio. Perché spesso mettiamo più cura e attenzione noi alle nostre fantasquadre, piuttosto che chi muove i fili della Serie A.
A domani!

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