Lippi: “Scudetto corsa a tre, senza Europa l’Inter ha un vantaggio”

Uno sguardo alla lotta scudetto con tre protagoniste su tutte, ma anche alla Nazionale di Roberto Mancini: il ct campione del mondo Marcello Lippi a Sky Sport si sbilancia sulla corsa tricolore e sul progetto azzurro in vista degli Europei.

Scudetto, una poltrona per tre

“Manca tanto tempo alla fine del campionato e vanno considerate tante cose a cominciare dagli impegni. Alcune sono ancora in Champions, altre in Coppa Italia e comunque in corsa al campionato. Altre che invece hanno l’Europa League e una che ha solo il campionato e può concentrarsi solo su una gara per settimana. E’ un vantaggio da non sottovalutare. E’ vero che le grandi competizioni ti danno carica, ma a lungo andare avere meno impegni può contare. Io penso che Milan, Inter e Juve abbiano il 33% a testa di possibilità di vincere lo scudetto”.

Lippi su Pirlo, Conte e Pioli

“Li ho seguiti. Ho trovato grande serenità in Pirlo. Antonio è sempre il solito, un trascinatore da calciatore e lo è anche da allenatore. Ma è molto bravo anche Pioli. è saggio e sereno e trasmette serenità. Il Milan si è rinforzato parecchio. Prima poteva avere qualche problema di ricambi che ora non ha. Se la giocheranno fino alla fine tutte e tre le squadre. La Juve è in crescendo. Questo pragmatismo che sta dimostrando di avere anche Andrea, dimostra la sua intelligenza anche nel gestire le diverse partite”.

Lippi, la stima per Pirlo

“Il dna della Juve è sempre stata la determinazione, la voglia di vincere e grande carattere con grandi campioni. Bisogna dire che Pirlo, in questa nuova avventura, senza avere esperienza dirette in nessuna squadra, si è trovato anche in mezzo a un rinnovamento e di mezzo anche a un inizio di stagione senza preparazione completa, che non è importante solo da un punto di vista fisico ma anche per fare le prove tattiche. Adesso ha trovato una quadra di quello che cercava e ha anche l’intelligenza di essere qualche volta più concreti del solito. Ronaldo? Non è un caso che due grandi campioni come Zidane e Pirlo abbiano trovato subito il modo giusto di gestire un grande campione come Ronaldo. Una delle doti di Pirlo è la grande capacità di comunicare. Fra Zidane e Pirlo c’è una grande analogia, entrambi mi hanno detto che avrebbero aspettato tre anni prima di rimettersi in corsa ed entrambi dopo tre anni sono venuti a dirmi che volevano andare in panchina. Lui sa entrare nella testa dei campioni. Non vince l’allenatore più bravo tatticamente ma quello che entra nella testa dei propri calciatori”.

Italia, l’analisi di Marcello Lippi

“Adesso non c’è problema di posto. Adesso serve creare un gruppo di 30 giocatori di grande valore. Quando allenavo io la Nazionale c’erano il 65% di italiani in campionato, ora questa percentuale rappresenta gli stranieri. Roberto è riuscito in poco tempo a creare un gruppo giovane, tecnico e molto forte. Ha mandato messaggi ai club convocando calciatori che non avevano nemmeno esordito nel club. L’Italia ha grande autostima e questo è importante”.

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