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Ciclismo in lutto: è morto Vittorio Adorni, campione del Mondo nel ’68

Con Gimondi condivise la squadra per due anni (1965 e 1966) e nella loro prima stagione insieme regalarono alla Salvarani un’impresa memorabile, con la conquista in successione di Giro d’Italia e Tour de France.

Oltre al Mondiale di Imola, Adorni non ottenne altre vittorie di rilievo nelle gare in linea, ma conquistò moltissimi piazzamenti di prestigio arrivando almeno una volta in top 10 in tutte le classiche monumento, con un podio alla Milano-Sanremo e tre alla Liegi-Bastogne-Liegi. In totale in carriera ha vinto 60 corse professionistiche e indossato per 19 giorni la Maglia Rosa.

Una volta sceso dal sellino si cimentò nel ruolo di direttore sportivo: due anni alla Salvarani (’71-’72), uno alla Bianchi (’73). Successivamente ha anche ricoperto la carica di presidente del Consiglio del ciclismo professionistico all’interno dell’UCI e, dal 2006 al 2009, è stato anche assessore allo Sport del Comune di Parma.

DAGNONI: “GENTILUOMO PRIMA CHE CAMPIONE”
“Con Vittorio Adorni c’era un rapporto di lunghissimo corso. Lo ricordo come un gentleman ancor prima che un campione in grado di vincere Giro d’Italia del 1965 e quell’indimenticabile Campionato Mondiale del 1968, in casa ad Imola, con un’azione incredibile e da lontano a 90 chilometri dal traguardo”. Così il presidente della federciclismo, Cordiano Dagnoni, appresa la scomparsa dell’ex campione del mondo Vittorio Adorni. “Al termine della sua carriera agonistica ha sempre ricoperto ruoli importanti, nel mondo del ciclismo e non solo, come quello di presidente del Panathlon Internazionale dal 1996 al 2004. Ricordo con piacere anche le sue telecronache, sempre misurate e competenti. Inoltre, era un grande amico di mio padre Mario con cui disputo’ alcune Sei Giorni dietro Derny. E’ stato anche uno tra i primi a complimentarsi con me, dopo la mia elezione. Lo ricordiamo tutti con affetto”, ha concluso.

CASSANI: “GRANDE CAMPIONE E UOMO”
“Per la sua intelligenza ha sempre ricoperto incarichi straordinari, è stato un grande campione un grande uomo”. Cosi’ Davide Cassani, ex ciclista, opinionista e commentatore televisivo, nel ricordare il campione del mondo Vittorio Adorni. “Sono arrivato in Rai dopo Adorni, lui raccontava quello che vedeva e spiegava il motivo degli attacchi. Allora le telecronache erano brevi, lui aveva una grande capacita’ di linguaggio e spiegava in modo corretto quello he stava succedendo. Era al fianco di Adriano De Zan, e’ stato l’opinionista principale al ‘Processo alla tappa”. Era talmente bravo nel parlare che spiegava nel dettaglio quello che stava succedendo in gara”, ha aggiunto a Sky.