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Jacobs vince a Savona in 10”04: “Mi manca brillantezza, ma ai Mondiali…”

Sono passati quasi dieci mesi da quel magico trionfo alle Olimpiadi di Tokyo, ma nulla (o quasi) sembra essere cambiato: è sempre Marcell Jacobs il dominatore dei 100 metri. Al meeting internazionale di Savona, la medaglia d’oro ai Giochi in Giappone domina la distanza e, pur con un tempo non eccelso, non lascia scampo all’ivoriano Cissè e al francese Vicaut, rispettivamente secondo e terzo.

Buona prima uscita stagionale nei 100 metri per l’azzurro, che non testava la pista all’aperto proprio dal successo olimpico. Reduce da un fenomenale tour nelle gare invernali indoor, ma sui 60 metri, il campione olimpico ha poi dovuto rinunciare alla gara di Nairobi per un problema gastrointestinale. Jacobs ha così perso circa una settimana di allenamento ma si è comunque presentato a Savona in discreta forma, sbaragliando tutti sia in batteria (9”99) sia nella finalissima: a fine mese appuntamento a Eugene (tappa di Diamond League) per la sfida con i più forti sprinter americani, poi Mondiali a luglio, sempre in Oregon, ed Europei ad agosto.

JACOBS: “MI MANCA BRILLANTEZZA, MA PER I MONDIALI C’È TEMPO”

“Ho fatto un po’ di fatica, pensavo di correre meglio rispetto alla batteria – ha ammesso Jacobs ai microfoni di Rai Sport -. Mi manca un po’ di brillantezza, pensavo di averne di più dopo una settimana senza allenamento, in realtà manca ancora un po’ di lavoro. Però è solo la prima dell’anno, c’è tempo per i Mondiali. Pensavo meglio, però abbiamo rotto il ghiaccio e abbiamo portato a casa la prima gara. Ora si cerca di migliorare sempre di più. Nairobi? Non è stata esattamente la miglior settimana della mia vita, però non voglio cercare scuse. Ho gareggiato perché me la sentivo. Devo rivalutare la corsa a livello tecnico, nella seconda parte di gara soprattutto. Eugene? Sarà una bellissima gara, forse anche più difficile del Mondiale, ci saranno tutti gli americani, i migliori sette. Però l’obiettivo principale resta il Mondiale, dove c’è da portare a casa il metallo. Essere campione olimpico vuol dire avere sempre gli occhi addosso, ma io sono sempre lo stesso e lavoro per mettere le spalle avanti a tutti. Ai miei tifosi voglio dire che so che si aspettavano di meglio, ma arriverà”.