L’anno felice della Ducati che ora sogna con Pecco Bagnaia

AGI – Un titolo mondiale costruttori, il terzo consecutivo, appena conquistato, il sogno di Francesco Bagnaia più che mai vivo, la stima per un grande pilota e un uomo d’oro come Jack Miller, e poi uno sguardo al futuro in ‘rosso’ di Enea Bastianini: di tutto questo parla con l’AGI, Paolo Ciabatti, Sporting Director di Ducati Corse.

Reduce dai due viaggi ravvicinati in terra asiatica, prima in Giappone e poi in Thailandia, Ciabatti svela subito le sensazioni che si è portato dietro dopo i due recenti appuntamenti di Moto Gp: “Sicuramente torniamo con un bilancio positivo, anche se resta un po’ di rammarico per la caduta di Bagnaia all’ultimo giro sul circuito di Motegi. Era una gara in cui né lui né Quartararo stavano spingendo al massimo, anche fosse arrivato dietro in questo momento Pecco sarebbe potuto essere avanti in classifica, considerando poi il risultato di domenica”, spiega.

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— Pecco Bagnaia (@PeccoBagnaia) October 1, 2022

“C’è comunque grande soddisfazione perché Ducati ha vinto sei delle ultime sette gare e in Thailandia abbiamo preso un secondo e terzo posto. Siamo molto competitivi e anche Miller si è rimesso in gioco per il mondiale, seppur 40 punti siano tanti da recuperare. Bagnaia ha sicuramente piu’ speranze, ovviamente è il ‘cavallo’ su cui puntiamo”.

Dopo la gara del Sachsenring in Germania (era il 19 giugno), chiusa con il terzo ritiro in quattro weekend, per Bagnaia sembrava davvero impossibile ipotizzare una rimonta. Erano 91 i punti che lo separavano dalla vetta, eppure a quattro mesi di distanza, con altre sette gare disputate, il pilota azzurro ha ridotto incredibilmente il distacco a sole due lunghezze dal francese della Yamaha: “Sapevamo tutti del potenziale di Pecco – chiosa Ciabatti – Alla fine se si guardano i risultati precedenti ha alternato vittorie a cadute”.

“Mi rivengono in mente gli ‘zero’ pesanti in Francia quando era secondo dietro a Bastianini e quello in Germania in cui si trovava appena alle spalle di Quartararo”, aggiunge. “Poi c’è stato l’incidente a Barcellona causato da Nagakami. Lui è stato sempre molto competitivo, anche in quelle gare in cui si è ritirato sapevamo comunque del suo grande potenziale. Bisognava soltanto cominciare a vincere senza commettere errori ed è quello che esattamente ha fatto”.

“Fortunatamente – continua – il passo falso in Giappone è costato meno del previsto, ma ripeto resta un pochino di rammarico per quei punti persi che al momento ci avrebbero permesso di condurre in classifica. Gara della svolta? Secondo me quella di Silverstone – sottolinea il ds Ducati – Sembrava potesse essere un weekend nero a partire dalle prove del venerdi’, ma in gara Bagnaia ha tirato fuori una prestazione eccezionale. Ad essere sincero avremmo firmato per un terzo posto quel giorno, poi da li’ le cose sono andate nel verso giusto”.

Volgendo lo sguardo in casa del rivale numero uno di questa stagione, ovvero Fabio Quartararo, è impossibile non evidenziare l’incredibile calo del francese nella seconda metà di campionato: “Non ce lo aspettavamo sinceramente, perché oltre ad essere il campione in carica è un grandissimo pilota che ha dimostrato di essere competitivo in tutte le condizioni”.

“Si è sempre inserito nelle prime posizioni in qualifica – sottolinea – ed è l’unico che riesce a fare la prestazione in sella alla Yamaha, ma nelle ultime uscite non ha fatto bene. In Giappone è andato un po’ in crisi come successo però anche ai nostri Bagnaia e Bastianini, ma in Thailandia ancora non riesco a spiegarmi che gara possa aver fatto. Non era a suo agio con la pioggia, ma resta un avversario fortissimo. Fortunatamente per noi anche lui sta lasciando per strada diversi punti”.

Il sogno mondiale di ‘Pecco’

A tre gare dalla fine e con soli due punti di distacco da Quartararo, il sogno ‘mondiale’ di Bagnaia resta ancora tutto da vivere. In Ducati l’unico titolo piloti arrivò nel 2007, quando Casey Stoner si laureò campione in sella alla Rossa di Borgo Panigale. Tornare a trionfare e farlo con il binomio pilota-moto tutto italiano sarebbe una vera e propria favola.

L’ultimo a riuscirci fu Giacomo Agostini con l’MV Agusta nel lontano 1972. “Mi auguro con tutto il cuore che possa arrivare questo risultato, che sarebbe importante per tantissimi motivi. Innanzitutto si tratta di ulteriore suggello al grande lavoro svolto da Ducati. Abbiamo vinto un altro titolo costruttori, ma il titolo piloti è quello che la gente ricorda di più e vincerlo con un pilota italiano avrebbe un significato in più. Siamo consapevoli che abbiamo gia’ fatto un’impresa, ma ora va portata a termine. Siamo contenti, soddisfatti e fiduciosi perchè adesso la distanza è minima”.

“Ovviamente non bisognerà commettere altri errori, la Ducati è stata sempre competitiva sulle ultime tre piste che mancano. Forse in Australia un pochino meno, ma a Sepang e Valencia abbiamo fatto sempre bene. Direi che ci troviamo in una situazione favorevole per le tre gare restanti”, commenta.

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— Pecco Bagnaia (@PeccoBagnaia) September 27, 2022

I successi della Ducati

Paolo Ciabatti torna poi sui grandi risultati di squadra ottenuti da Ducati in questo 2022: “Abbiamo già pareggiato le vittorie ottenute nel 2017, anno in cui Stoner riuscì a vincere 10 gare e un successo fu ottenuto anche da Loris Capirossi. Quest’anno siamo a quota 6 con Bagnaia, cui si aggiungono le 4 vittorie di Bastianini e la più recente di Miller”, sottolinea il ds.

“Ma non solo, perchè abbiamo ottenuto 13 pole e siamo sempre saliti sul podio, quindi come team siamo soddisfatti di aver realizzato la moto considerata migliore quest’anno. è frutto del grande lavoro e dei sacrifici di tutte quelle persone che lavorano a Borgo Panigale e all’interno dei box. Siamo contenti perchè si tratta di una moto competitiva in mano a piloti con stili di guida diversi che, chi per un motivo chi per un altro, hanno sempre ottenuto risultati fantastici. Tutti sono riusciti ad esprimersi al massimo, quindi la Ducati ha trovato un equilibrio che non è banale”.

Gli scenari futuri

Infine uno sguardo a ciò che verrà, perchè dall’anno prossimo si formerà nuovamente una coppia di piloti italiani in sella alla Ducati ufficiale. Jack Miller passerà alla KTM e lascerà il posto a Bastianini, che quindi affiancherà Bagnaia. Gli ultimi due italiani in ‘rosso’ furono Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci nel 2019 e 2020, mentre nel 2015 e 2016 fu Andrea Iannone a far coppia con ‘Dovi’.

Miller sicuramente ci manchera’ tantissimo, perchè oltre ad essere un grande pilota è un grande uomo. Ha dei valori umani, un altruismo ed una sensibilità che non sono comuni – spiega Ciabatti – I piloti tendono sempre ad essere un po’ egoisti e non è facile trovarne uno con le doti caratteriali di Jack. è stato soprannominato ‘Taxi Miller’ per il suo aiuto che da’ in pista a quei piloti rimasti fermi in attesa di rientrare ai box, indipendentemente dal fatto che sia un compagno di squadra o rivale. è un grande motivatore e un ragazzo che riesce sempre a strapparti un sorriso”.

“Con Pecco hanno stretto un bel rapporto dai tempi di Ducati Pramac, quando Bagnaia era un esordiente e disputò una stagione povera di soddisfazioni. Ce lo godremo fino all’ultimo, poi quando lascerà il team sono sicuro che restera’ un grande rapporto di amicizia con lui”.

Per quanto riguarda Bastianini, invece, posso dire che si sta dimostrando un grande pilota, arrembante e veloce – conclude Ciabatti – Ha vinto quattro gare in maniera impeccabile e ha delle caratteristiche di guida che lo mettono nella miglior condizione possibile verso la fine delle gare. Consumando meno le gomme riesce sempre a spingere di piu’. Avremo in squadra un altro ragazzo forte che gia’ ha dimostrato di esserlo solamente al suo secondo anno in Moto Gp”.