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Le Dolomiti in un click: tra storia, leggenda e realtà

Tra le pagine del volume trovano a nostro modo di vedere spazio (da qui l’ambizione) un legame stretto con l’attualità di queste ultime settimane ed una visione per il futuro: quasi una proposta. In fondo la stessa Marmolada (entrata nelle cronache quotidiane con la tragedia di un mese fa), pur facendo storia geologica a sé, è pur sempre considerata la Regina delle Dolomiti. Non fosse altro per la sua quota e per la sua posizione, quasi esattamente al centro del “quadrilatero” occupato dalle Dolomiti cosiddette classiche, tra la provincia di Bolzano e quella di Belluno. Illustrato dalle immagini del fotografo di ClickAlps e completato dai testi di Eugenio Cipriani, “Dolomiti” appartiene a quella tipologia di libri che puoi comodamente portare nello zaino: uno strumento insomma, di utilità e comodità immediata. E la visione alla quale accennavamo appena sopra occupa le pagine finali del volume ed innesca riflessioni alle quali non ci si può sottrarre.

“Dolomiti-Storia, leggenda, realtà” (ITER Edizioni) si chiude infatti “profeticamente” con l’allarme ambientale e l’urgenza (l’irrinunciabilità) di uno scatto in avanti: di un vero e proprio click, all’insegna di una consapevolezza che è già presente ma non agisce ancora come sarebbe opportuno sulle nostre stesse coscienze. La premessa era necessaria, per precisare come il lavoro di Eugenio e di Giacomo sia accurato, consapevole appunto e mirato, terminando con un grido d’allarme che è soprattutto testimonianza d’amore verso le Dolomiti stesse.

Prima però viene una trattazione esauriente ed al tempo stesso agile di queste montagne, che non trascura alcun aspetto senza la pretesa di esaurirli tutti quanti. Al contrario, un’infarinatura “dolomitica” per chi non le conosce e le vuole scoprire ed al tempo stesso un piacevole e scorrevole (è basilare!) ripasso per chi ne ha già fatto esperienza sul campo. Per come la vediamo noi, non manca proprio nulla, nemmeno un aggancio con lo sport al più alto livello: la memoria delle Olimpiadi Invernali del 1956 a Cortina come invito a riflettere senza pregiudizi sui Giochi che la stessa Cortina (con Milano) si è aggiudicata ad ottant’anni dalla prima volta.

Ali distese sopra il Catinaccio ed il Sella, le Odle e le Tre Cime di Lavaredo. Un volo nello spazio e più ancora nel tempo, alla scoperta della storia e delle leggende delle Dolomiti. In cammino sui sentieri ed in progressione sulle pareti dalla notte dei tempi fino al giorno d’oggi. Invogliando il lettore a… proseguire lui stesso un cammino lungo il quale gli potrà capitare di imbattersi proprio in Giacomo. Non è difficile. Vi sveliamo una scorciatoria non proprio comodissima (ma se andate in montagna siete abituati): andate all’alba!

Oltre a quella per i piccoli e speso minuscoli laghetti alpini (attendiamo di vederli raccolti molto presto in un nuovo e già atteso volume), negli anni il nostro ha sviluppato una invidiabilissima (da parte di chi scrive) predilezione per le gelide ma estremamente nitide albe invernali. Quando la montagna rifulge: avvicinabile solo con un cuore incendiato di passione come solo certi pareti al primo incontro con il sole ma anche con una mente lucida e “tagliente”, come certi pendii ghiacciati dell’inverno più profondo.

Il cuore incendiato e la mente lucida come il ghiaccio: basterebbe questo, per provare almeno a fare la nostra parte. Trovate anche questa ricetta, tra le pagine e le immagini di “Dolomiti-Storia, leggenda, realtà”. Cucinarla poi è affare vostro, è responsabilità di tutti noi. Chiudere il libro, riporlo nello zaino e andare lassù. Vale per le Dolomiti come per i gruppi montuosi meno battuti dell’arco alpino, per la guida alpina come per il semplice escursionista, per chi tra le montagne vive la propria quotidianità e per chi corre su creste e sentieri, sospeso tra la libertà di muoversi e la necessità di un traguardo da raggiungere. Ognuno all’inseguimento – tra le montagne – della propria storia, della propria leggenda e della propria realtà.