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Trissino, la seconda città più piccola d’Europa a vincere un’Eurolega

L’hockey come tradizione
Dopo tanti cambi di allenatore, lo scorso luglio sbarca a Trissino Alessandro Bertolucci, che prende il posto di un tecnico dal DNA vincente come Nuno Resende richiamato in patria dal prestigioso Benfica. Una squadra costruita per vincere, con il “colpo” Giulio Cocco, rientrato in Italia dopo la fortunata esperienza a Porto, mentre in porta si è rivelato stata una scommessa vinta Stefano Zampoli. L’energia di Ipinazar (dal Sarzana) e Roger Bars dall’Igualada ha completato un roster d’immensa qualità.

In Campionato la marcia è stata trionfale, con girone di andata dominato con 15 vittorie consecutive e un filotto di 16 risultati utili, che a febbraio ha portato ad un vantaggio di 16 punti sul Lodi inseguitore. L’infortunio di Pinto e un ritorno del Covid mettono in bilico la stagione, mentre la pesante sconfitta casalinga in Coppa Italia contro il Sarzana fa sfumare il primo obiettivo stagionale, in un incredibile derby tra i fratelli Bertolucci, Alessandro e Mirko, che si ripeterà anche in semifinale di Eurolega.

Eurolega, a Torres Novas ancora un trionfo
Parallelamente ad una stagione regolare chiusa in testa con 10 punti di vantaggio sulla seconda, l’Eurolega aveva mostrato un Trissino in totale controllo. Due pareggi (3-3 e 4-4) contro i portoghesi del Tomar dell’ex Caio e due decisive vittorie di misura contro Lodi, 2-1 in casa e 3-2 in rimonta al Palacastellotti, che hanno permesso ai vicentini di vincere il girone con due punti di vantaggio proprio sui portoghesi.

Poi la Semifinale di Torres Novas contro il Sarzana, un ostacolo difficile da superare, anche psicologicamente, perché nelle tre occasioni stagionali, due le avevano conquistate proprio i liguri, che hanno chiuso con il trionfo in Coppa Italia.

Il Trissino ha però dimostrato grande padronanza della situazione, passando prima con l’invenzione di Joao Pinto a favore di Emanuel Garcia e poi proprio lo stesso capitano portoghese. Rossoneri che non sono mai stati domi, ed hanno cercato a testa bassa di superare un attentissimo Zampoli. Nel secondo tempo Giulio Cocco chiudeva la contesa con un rotondo 4-0, con l’abbraccio finale tra i due fratelli, Alessandro e Mirko, sfidanti in panchina dopo una carriera ricca di successi insieme.

Alessandro Bertolucci mentalità vincente

Il Secco venerdì aveva dichiarato con una voce rotta dalla tracheite: “Il Trissino è arrivato qui per vincere”. E così è andata.

Davanti a 1500 vibranti tifosi portoghesi, il Trissino è partito intimorito subendolo a freddo lo 0-1 di Facu Bridge dopo soli 34 secondi. I vicentini però suonano la carica e ribaltano il punteggio con Gavioli e Malagoli. Il pareggio è di Diogo Barata (2-2), altro predestinato ai grandi club, che raccoglie una corta respinta di Zampoli nella mischia furibonda in area. Altro ribaltamento di punteggio, con un tiro diretto firmato da Facundo Navarro che chiude i primi 25′ sul 3-2. Nella ripresa Andrea Malagoli pareggia, ma la gioia del 3-3 dura pochi secondi, con Bridge che in velocità, servito da Moreira, rimanda avanti i lusitani. Zampoli è un muro, mentre l’attimo più importante lo coglie Giulio Cocco a 5 minuti dalla fine, con un tiro da oltre 10 metri in mezzo che vale il 4-4 finale,

L’overtime è sofferenza pura, Stefano Zampoli, classe ’99 cresciuto a Prato e maturato a Monza, mostra una maturità fuori dal comune e respinge ogni pallina passi dalle sue parti. Un ragazzo che sa regalare sicurezza anche nei decisivi tiri di rigore.

La prima serie è segnata dal gol di Giulio Cocco e dall’errore di Abreu. Pinto non riesce a superare Mendes, ma anche la conclusione di Bessa viene parataù. Il mancino Emanuel Garcia – uno che con il Porto ha perduto 6 finali di Eurolega, cancellando un incubo – fa volare la pallina sotto la traversa. Navarro rilancia i suoi con un tiro a media altezza (2-1). Malagoli sotto l’incrocio firma il rigore del decisivo 3-1 perché poi giunge il terzo errore di capitan Ruben Pereira, che regala l’Eurolega al Trissino.

Quando capitan Joao Pinto alza la coppa può partire la festa, con Alessandro Bertolucci unico reduce dal trionfo del 2006 con il Follonica, allora giocatore, oggi allenatore “Siamo riusciti a portare una coppa storica in una città piccola – afferma il “Secco” – Avevamo tutto il pubblico contro e abbiamo giocato comunque una grande partita. Siamo un grande gruppo unito fino alla fine e l’unione ha fatto la differenza, dentro e fuori pista compreso lo staff. Rivincere Dopo 16 anni non è facile da spiegare, è un momento speciale. Insieme a Mirko e i miei genitori come nel 2006, un ricordo per sempre nel mio cuore.”.

La festa si è spostata il giorno seguente a Trissino, 8700 anime in centro alla Valle dell’Agno, innamorate dell’hockey. Una festa che è durata poco, perché i playoff incombono con le semifinali contro il Forte dei Marmi, mentre la seconda sfida per un posto in finale scudetto è Lodi – Follonica.