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Ultimo saluto a Rebellin, Simoni: “Fermate questa strage sulle strade”

“Eri il miglior compagno di squadra, il miglior amico, il vero avversario. Un orgoglio batterti, un orgoglio essere battuto da te. Quando eravamo a militare nel lontano 1989, mai nessuno ha avuto da discutere con te, impossibile darti contro. Il primo a uscire in bici, l’ultimo ad arrivare, mai un ordine lasciato in sospeso, mai un turno saltato. Che rabbia perdere un campione così, che rabbia perdere tutti questi campioni. Che rabbia perdere un figlio, un padre, un compagno, un amico. Quasi un morto al giorno in bicicletta, che rabbia e che vergogna. La stessa vergogna che ho verso uno Stato che non riesce nemmeno a prendere in considerazione di fermare questa strage. Un Paese che in quanto a giustizia e sicurezza non si può definire all’avanguardia. Quanti morti ancora per avere una legge che tuteli chi è sulla strada? Che Italia è questa se manca il rispetto per i nostri figli e i nostri cari. Da quando è morto Davide questa strage non si è fermata. Non chiediamo la pena di morte per i colpevoli, chiediamo giustizia per far si che questo non accada più. Vorrei che la tua morte, Davide, non sia vana. Ciao Davide”, le parole di un commosso Gilberto Simoni davanti alla bara di Rebellin.