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Progressione scommesse: scopriamo queste interessanti strategie di betting

La cosiddetta progressione scommesse è una strategia di betting, o meglio un insieme di strategie, a cui sono soliti far ricorso i giocatori più esperti.

Essendo piuttosto semplice da comprendere, ad ogni modo, può essere praticata senza problemi anche dagli scommettitori meno “navigati”.
Non esitiamo, dunque, e cerchiamo di capire cosa sono le scommesse in progressione.

Progressione scotocmmesse: che cos’è?

Come si può intuire dal nome, questo modo di scommettere è un processo, è un percorso, di conseguenza nel medesimo si cerca di conseguire una vincita tramite una serie di scommesse, piuttosto che una.

Il giocatore che persegue questa strategia adotta un approccio finalizzato a massimizzare le probabilità di vincita, ma affinché ciò sia possibile è necessario accantonare l’idea di conseguire una vincita importante con un’unica scommessa, o comunque con un numero esiguo di puntate.

Un approccio opposto a quello del giocatore occasionale

Possiamo affermare che scommettere in progressione è un approccio praticamente opposto a quello tipico dello scommettitore occasionale, il quale tende ad effettuare scommesse costituite da un cospicuo numero di eventi con l’obiettivo di portare a casa una vincita esponenzialmente superiore a quanto puntato.

Lo scommettitore occasionale, in sostanza, cerca il “colpaccio” affidandosi alla fortuna, mentre lo scommettitore più esperto bada in primis alla razionalità, soppesando con scrupolosa attenzione le reali probabilità di vincita ed applicandole ad una logica di lungo periodo; sono proprio quest’ultimi, appunto, i principi delle scommesse in progressione.

Chiarito che scommettere in progressione significa effettuare una serie di scommesse è doveroso sottolineare che esse andranno a riguardare, nella grande maggioranza dei casi, dei singoli eventi, oppure eventi che pur combinati tra loro offrono comunque delle quote piuttosto basse.

Diverse strategie perseguibili

Come vedremo in seguito, nelle progressioni si possono attuare delle strategie differenti. C’è chi opta per quote estremamente basse per minimizzare il rischio, c’è chi invece sceglie quote un po’ più alte per rendere più fruttuosa la strategia, ma a livello generale si tratta in tutti i casi di quote non paragonabili a quelle della classica scommessa costituita da molteplici eventi, e magari arricchita da bonus.

D’altronde, se i bookmakers prevedono dei bonus per le scommesse che hanno un elevato numero di eventi è perché in questo modo diviene molto più difficile conseguire una vincita, per tale ragione sono ben disposti a riconoscere una maggiorazione nonostante la moltiplicazione delle varie quote consenta comunque di accrescere in maniera notevole gli importi scommessi.

Le strategie più gettonate

Ma quali sono le strategie di scommesse in progressione più diffuse? Si possono distinguere, con tutte le varianti del caso, tre diverse categorie, quella delle scommesse a scalata e quella delle scommesse a step, le quali hanno molti punti in comune, pur essendo ben distinte a livello tecnico, e la cosiddetta scalata in punta.

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Le scommesse a scalata

A livello di principio, il metodo scommesse a scalata prevede che si effettuino una serie di scommesse finalizzate al raggiungimento della vincita prefissata, ma facciamo subito un esempio pratico per essere più chiari.

Un esempio di progressione a scalata

Immaginiamo che uno scommettitore disponga di 50 € e, investendo tale cifra, voglia conseguire una vincita lorda di 300 € (dunque una vincita netta di 250 €, sottraendo l’importo giocato).

Nel betting, per “trasformare” 50 € in 300 € è necessario effettuare una scommessa che abbia quota 6,00, indipendentemente dal fatto che essa riguardi un unico evento o una serie di eventi.

Come ben sa chi conosce il mondo delle scommesse, una quota di 6,00 non è di certo tra le più semplici; sicuramente non è paragonabile alle quote “stellari” che vengono fuori nelle schedine con molteplici eventi, ma “colpire” una quota come questa richiede comunque una buona dose di fortuna, o anche di conoscenza degli eventi su cui si sta andando a scommettere.

Per conseguire il medesimo risultato, ovvero una vincita di 300 €, minimizzando il rischio, il giocatore potrebbe pensare di effettuare più scommesse con una quota decisamente più bassa.

Il risultato di 300 € di vincita, dunque, in questo caso potrebbe essere conseguito effettuando una scalata di scommesse costituita da 3 giocate progressive con una quota di 1,85.

Vincendo la prima scommessa, che nell’esempio in corso prevedrebbe una puntata di 50 €, si otterrebbe una vincita di 92,5 €, scommettendo tale importo su un’ulteriore quota di 1,85 si otterrebbero 171,12 €, e scommettendo anche questa cifra per la medesima quota si supererebbero abbondantemente le 300 €.

L’obiettivo è minimizzare il rischio

É questo, dunque, il principio su cui si fonda il metodo scalata scommesse: per raggiungere l’obiettivo di vincita prefissato non si effettua un’unica scommessa, bensì una serie di scommesse relative a quote ben più accomodanti.

Le scommesse a step

Il metodo scommesse a step è piuttosto simile al metodo a scalata, anche in questo caso si tratta infatti di una progressione di scommesse, tuttavia quest’approccio si contraddistingue per una maggiore prudenza.

Come visto, infatti, il metodo a scalata prevede che la somma conseguita come vincita nella singola scommessa della progressione debba essere investita integralmente fino al raggiungimento dell’obiettivo prefissato, e questo, ovviamente, accentua il rischio.

Riprendendo come esempio quello citato in precedenza, sarebbe sufficiente perdere soltanto una delle 3 scommesse per mancare l’obiettivo e soprattutto per perdere la somma investita.

Maggiore prudenza rispetto alle progressioni a scalata

Quella delle scommesse a step è una progressione più soft rispetto alle scommesse a scalata, ma per quale ragione?

Quando si consegue una vincita in una singola scommessa essa non viene reinvestita integralmente, ma solo in parte, in modo da poter attutire meglio l’eventualità che una scommessa della progressione possa non essere vincente.

Questo, per contro, rende più lungo il processo tramite cui si può raggiungere l’obiettivo prefissato.

Un esempio di scommessa a step

Chiamando nuovamente in causa l’esempio fatto in precedenza, se con le scommesse a scalata occorrono 3 scommesse con quota 1,85 per raggiungere la vincita di 300 € partendo da un budget di 50 €, nelle scommesse a step sarà necessario un numero di scommesse maggiore.

La quantità di scommesse che si dovranno effettuare varierà ovviamente in relazione alla quota di vincita che si intende mettere da parte prima di eseguire la scommessa successiva.

La scalata in punta

La scalata in punta è una tipologia di scommessa in progressione ben distinta rispetto a quelle visti fino ad ora.

Mentre scommesse a scalata e scommesse a step si fondano principalmente sull’elevata probabilità di vincere singole scommesse dalle basse quote, la cosiddetta scalata in punta si basa sull’idea secondo cui effettuando un determinato numero di scommesse dalla quota più elevata, sia verosimile riuscire a vincerne almeno una.

Anche questo è un approccio che, sul piano del calcolo della probabilità, è assolutamente valido, cerchiamo di fare subito un esempio pratico.

Un esempio di scalata in punta

Immaginiamo, anche in questo caso, di fare una serie di 3 scommesse accomunate dal medesimo importo, anche in questo caso possiamo ipotizzare di 50 €, e dalla quota, che dev’essere superiore al numero di scommesse, dunque possiamo ipotizzare una quota di 3,50.

La quota 3,50 non è semplicissima, ma neppur improbabile, ma quel che è più utile sottolineare è che essa diviene molto più alla portata se può essere raggiunta non tramite una, ma con una serie di scommesse.

Continuando ad analizzare l’esempio in questione, effettuare 3 scommesse da 50 € significa spendere complessivamente 150 €, ma in questo caso sarà sufficiente vincerne una sola per assicurarsi 175 € e per essere comunque in positivo nella progressione.

Ovviamente, potrebbero verificarsi delle progressioni in cui tutte le 3 scommesse vengono perdute, quindi si registra una perdita, allo stesso modo si potrebbero talvolta registrare 3 vincite su 3, rendendo il proprio trend molto più positivo.

Una strategia interessante in termini di probabilità

Sebbene si tratti, come visto, di una strategia del tutto diversa da scommesse a scalata e scommesse a step, anche la scalata in punta è una progressione e, in quanto tale, va valutata in un’ottica di lungo periodo.

Fermo restando che, nelle scommesse, la certezza statistica di una vincita non potrà mai esistere, questo metodo può senz’altro rivelarsi favorevole al giocatore.

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Quote alte o quote basse?

Ora che è chiaro cosa siano le scommesse in progressione, con ogni probabilità ci si starà ponendo questa domanda: ma quali sono le quote ideali a cui far riferimento?

Da questo punto di vista è doveroso fare una distinzione tra i primi due metodi di cui si è parlato, ovvero quello a scalata e quello a step, e la scalata in punta; iniziamo dunque a fare una riflessione relativa alle prime due strategie di gioco.

Le quote nelle scommesse a scalata e nelle scommesse a step

Come si può immaginare, non esiste una quota in assoluto migliore di altre: anche in questo caso, infatti, la scelta è legata alla propensione al rischio per la quale il giocatore intende optare.

Esistono comunque dei limiti oltre i quali è bene non andare, per pure ragioni di buon senso: se si effettuano scommesse con quote troppo basse, infatti, la progressione è inevitabilmente destinata a divenire poco fruttuosa, se invece si scelgono quote troppo alte il livello di rischio diviene troppo elevato e questo andrebbe a cozzare con i principi su cui si basa questa strategia di betting, ovvero minimizzare i rischi e cercare di guadagnare in un’ottica di lungo periodo.

Le quote minime e massime consigliate

Per quel che riguarda i minimi, una quota di 1,50 potrebbe essere un buon esempio.
Questa quota, che i bookmakers sono soliti associare alla vittoria di squadre molto favorite nel match di riferimento proprio come ad esiti altrettanto probabili, pur implicando un rischio minimo consente comunque di sviluppare un margine interessante.

Anche quote leggermente inferiori, come ad esempio 1,40, o anche 1,35, possono essere un buon riferimento, ma scendere ancora al di sotto significherebbe ridurre in maniera eccessiva i margini di vincita.

Quanto alle quote massime, un buon valore di riferimento potrebbe essere 2,00, o anche 2,50, dunque quote che i bookmakers assegnano ad eventi tutt’altro che scontati, come può essere la vittoria di una squadra in un match che viene reputato estremamente equilibrato, o anche a tipologie di scommesse più specifiche, come il primo marcatore di una partita.

Cosa è utile sapere circa la quota 2,00

È interessante sottolineare che tantissimi giocatori che optano per le progressioni a step e a scalata amano far riferimento alla quota 2,00.

Quella di 2,00 è in genere considerata una quota particolarmente interessante per il fatto che perdita e vittoria hanno il medesimo “peso” in termini economici: se si puntano 50 € e la scommessa risulta perdente si è perso tale cifra, se invece la scommessa è vincente si ha una vincita netta analoga a quanto puntato.

La realtà, tuttavia, è che la quota “perfetta” non esiste: se si lancia una moneta è inconfutabile il fatto che la probabilità che esca “testa” piuttosto che “croce” sia del 50%, ma la quota 2,00, proprio come qualsiasi altra quota, non è altro che un valore stabilito dal bookmaker in maniera del tutto soggettiva, dunque non può avere alcuna rilevanza matematica se non, appunto, nell’ottica maggiore semplicità dell’analisi dell’andamento della propria progressione.

Le quote nelle scommesse a scalata in punta

Il discorso è ovviamente distinto per quel che riguarda la scalata in punta, un tipo di progressione che, come visto, mira alla vittoria di scommesse dalle quote più consistenti.

Ribadito che, come detto in precedenza, l’ideale è che la quota sia superiore al numero di scommesse della progressione, ci sono scommettitori che si accontentano di quote molto vicine al 3,00, come 3,10 e 3,20, e altri che osano di più ed ambiscono a vincere quote pari a 4,00, o anche di poco superiori.

Optare per quote eccessivamente alte, come ad esempio 5,00 o 6,00, potrebbe ridurre in maniera eccessiva la probabilità di vincere gli eventi opzionati, di conseguenza è bene non superare la quota di 4,00, o al più di 4,50.

Non esiste una progressione “migliore”, è solo questione di strategia

Sono queste, dunque, le principali tipologie di progressioni scommesse che si possono effettuare, e sono tutte molto interessanti a livello di probabilità sebbene, ovviamente, nessuna possa offrire delle certezze matematiche. Quale ti convince di più?

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